| Blitz della Goletta Verde a Gaeta |
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| Scritto da Ufficio stampa Legambiente Lazio - Franco Schiano | |
Gaeta 4 ottobre 2007 - Blitz di Legambiente Lazio al terminale di scarico per petroliere a Gaeta, in località Peschiera. Goletta Verde di Legambiente ha in corso la campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e il mare del Lazio, giunta alla seconda edizione con il contributo della Regione Lazio –Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli. Aggiunto un pezzo di Franco Schiano Centinaia i bambini e ragazzi delle scuole che finora hanno salutato la Goletta partecipando alle attività legate al mare e ripulendo le spiagge. BLITZ DI GOLETTA VERDE AL TERMINALE DI SCARICOPER PETROLIERE A GAETA L’APPELLO DI LEGAMBIENTE: DELOCALIZZARE IL TERMINAL ED EMANARE UNA NORMATIVA IN MERITO ALLA DISTANZA MINIMA DALLA COSTA, DA OSSERVARE PER LE OPERAZIONI DI CARICO E SCARICO DI PRODOTTI PERICOLOSI PER L’UOMO E PER L’AMBIENTE”. Un’incursione per denunciare la grave situazione di rischio per la popolazione di Gaeta e per l’integrità delle coste del suo golfo, determinata dalla presenza della struttura in concessione ad ENI spa a pochi metri dal centro abitato del quartiere Porto Salvo e dalle banchine di ormeggio dei pescherecci. In caso di esplosione o di incendio con sversamento di idrocarburi in mare, le persone presenti sarebbero sottoposte per ore alla minaccia delle fiamme e dei fumi di combustione spinti dal vento e ingenti sarebbero i danni materiali ed ambientali. Secondo i dati tratti dal sito http://www.port-of-rome.org, ogni anno transitano a Gaeta 121 navi, che trasportano 1.758.409 tonnellate di petrolio, di cui 1.470.153 vengono sbarcate e 288.256 imbarcate. “Che questo sia un rischio concreto lo dimostra l’incidente avvenuto a Porto Torres nel 2004- ha commentato Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio-. In quella triste occasione, in seguito all’esplosione della petroliera Panam Serena, gli uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile hanno lavorato duramente per ben cinque giorni prima di riuscire a domare le fiamme e ad arginare lo sversamento di benzene che fuoriusciva dal fianco lacerato della nave. La struttura di Peschiera è classificata dal Testo Unico in Materia Sanitaria come industria insalubre di prima classe: questo significa che per la sua pericolosità dovrebbe essere localizzata fuori dai centri abitati. Questa insostenibile situazione deve essere risolta quindi delocalizzando il terminale per garantire l’incolumità della popolazione, diminuire il rischio ambientale e valorizzare l’area della Peschiera e il quartiere limitrofo”. La battaglia contro il terminale di scarico ha i suoi precedenti: le pressioni del Comitato “Peschiera no petroliera” di Gaeta, hanno chiarito la portata dei rischi ai quali la popolazione sarebbe sottoposta in caso d’incidente. Nel febbraio 2007 infatti, dietro pressioni del Comitato, il Commissario straordinario per la città di Gaeta ha portato a conoscenza della cittadinanza, mediante una campagna di affissione, il piano territoriale di emergenza previsto dal D.M. Ambiente 293/2001. La divulgazione del piano ha messo in evidenza la portata dei rischi a cui è sottoposta la popolazione di Gaeta: le conseguenze derivanti dal fuoco, dal rilascio di gas e vapori, dal calore, dal fumo che, si legge nel piano secondo quanto afferma il comitato, “potrà sollevarsi in colonne alte alcune centinaia di metri”, e dall’inalazione di fuliggine sarebbero disastrose per la salute della cittadinanza. “In caso d’incidente sarebbero gravissimi i rischi anche per l’ambiente naturale e per le attività turistiche del Golfo, considerando l’impossibilità di circoscrivere ed arrestare la marea oleosa prima che questa raggiunga la costa, situata a soli cinquanta metri -ha commentato Claudio Presutti Responsabile Mare Legambiente Lazio-. La presenza di tali rischi, inoltre, fa della Peschiera una delle aree più degradate di Gaeta, con ampi tratti lasciati in stato di abbandono e vecchie strutture in disfacimento. Chiediamo all’Autorità Portuale di intervenire immediatamente revocando la concessione demaniale rilasciata all’ENI per l’attuale terminale - continua Presutti-. Legambiente lancia anche un appello al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, affinché emani una precisa normativa in merito alla distanza minima dalla costa ed, in particolare, dai centri abitati, da osservare per le operazioni di carico e scarico di prodotti pericolosi per l’uomo e per l’ambiente”. Sempre secondo i dati tratti dal sito http://www.port-of-rome.org, ogni anno transitano a Gaeta altre 187 navi, che trasportano per lo più merce secca per 826.619 tonnellate, tra cui 288.825 tonnellate di minerali (34,9%), 225.273 tonnellate di pet coke (27,3%) e 224.503 tonnellate di prodotti metallici (27,2%). “Il terminal petroli non è l’unico problema del porto di Gaeta, che vede scaricare ogni anno anche centinaia di migliaia di tonnellate di minerali, pet coke e prodotti metallici, senza alcuna precauzione per le polveri che si generano –aggiunge Raffaele Cicione, presidente circolo Legambiente Barba di Giove-. E’ una situazione che oggi Goletta Verde ha voluto denunciare, per chiedere che si mettano in atto sistemi a ciclo chiuso che evitino la dispersione di polveri nell’aria, come avviene in molti altri porti del mondo. A questo si aggiunge la necessità di spostare queste merci tramite la ferrovia, realizzando finalmente il necessario collegamento passeggeri-merci fino alla Roma-Napoli, liberando Gaeta dal traffico inutile ed inquinante dei camion.” Hanno partecipato al blitz: Salvatore Delio Presidente Comitato “Peschiera no Petroliera”, Franco Schiano giornalista del comitato “Peschiera no Petroliera”. Trecentomila euro all’anno per il traffico di petrolio a GaetaBlitz della Goletta Verde di Lega Ambiente per denunciare i pericoli del pontile petroliere di Gaeta. Trecentomila euro all’anno di concessione, incassa l’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta, dall’ENI Petroli(Agip) per il Pontile Petroli di Punta Molino(meglio noto come la Peschiera) a Gaeta. Trecentomila euro è il prezzo del pericolo costante che i circa 2.500 abitanti del Quartiere Porto Salvo sono costretti a subire da oltre 20 anni! Pericolo grave perché le case, il mercato del pesce, il porto peschereccio, un’arteria stradale trafficatissima sono a poche decine di metri dal Pontile Petroli dell’Agip. Ogni anno a quel pontile, attaccato alle case , transitano oltre 120 navi petroliere che effettuano operazioni di scarico e carico per circa 2 milioni di tonnellate di petroli (benzina raffinata in massima parte). ![]() La petroliera Meriom Sky a ridosso delle abitazioni di Gaeta Per denunciare questa grave situazione di rischio per la popolazione di Gaeta e per l’ambiente nella mattinata di ieri la Goletta Verde di Legambiente - si trovava a Gaeta nell’ambito della campagna regionale d’informazione e analisi sul litorale e il mare del Lazio - ha effettuato un blitz nei pressi del terminale petroliere di Gaeta, dove stava effettuando operazioni di scarico combustibile avio la Petroliera Mariom Sky. Alcune evoluzioni simboliche della goletta “Cattolica” sulla quale erano imbarcati numerosi giornalisti, esponenti del Comitato Peschiera NO Petroliera con Salvatore Delio che esibiva da uomo sandwich due cartelli contro la petroliera, Raffaele Cicione presidente del circolo Legambiente Barba di Giove, diversi esponenti di Legambiente Lazio tra cui Claudio Presutti e il Presidente Lorenzo Parlati. “Che questo sia un rischio concreto lo dimostra l’incidente avvenuto a Porto Torres nel 2004 – ha commentato Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio – In quella triste occasione, in seguito all’esplosione della Petroliera Panam Serena, gli uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile hanno lavorato duramente per ben cinque giorni prima di riuscire a domare le fiamme e arginare lo sversamemto di benzene che fuoriusciva dal fianco lacerato della nave. La struttura di Peschiera è classificata dal T.U. in Materia Sanitaria come industria insalubre di prima classe: questo significa che dovrebbe essere localizzata fuori dai centri abitati per la sua pericolosità. Questa situazione insostenibile deve essere risolta quindi delocalizzando il terminale per garantire l’incolumità della popolazione e diminuire il rischio ambientale” La battaglia contro il terminale di scarico, abbracciata e condivisa ieri la Legambiente, ha i suoi precedenti nelle iniziative del Comitato “Peschiera No Petroliera” – animato da Salvatore Delio – che ha illustrato la portata dei rischi ai quali la popolazione sarebbe sottoposta in caso d’incidente. Nel febbraio 2007, grazie alle pressioni del Comitato, Il Commissario Frattasi, fece un primo passo, portando a conoscenza della popolazione,mediante affissione di manifesti, il piano territoriale di emergenza previsto dal D.M. Ambiente 293/2001 La divulgazione del piano ha mostrato in tutta evidenza la portata dei rischi per la popolazione di Gaeta: le conseguenze derivanti dal fuoco, dal rilascio di gas e vapori, dal calore, dal fumo che – si legge nel piano – potrà sollevarsi in colonne alte alcune centinaia di metri e dall’inalazione di fuliggine sarebbero disastrose per la salute della cittadinanza. “Chiediamo all’Autorità portuale di intervenire immediatamente revocando la concessione demaniale rilasciata all’ENI per l’attuale terminale - ha dichiarato Claudio Presutti Responsabile Mare Legambiente Lazio - Legambiente lancia anche un appello al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, affinché emani una precisa normativa in merito alla distanza minima dalla costa ed in particolare, dai centri abitati, da osservare per le operazioni di carico e scarico dei prodotti pericolosi per l’uomo e l’ambiente”“Lo spostamento al largo su un campo boe delle petroliere che ora operano, con grave rischio per la gente e l’ambiente, a ridosso delle case, servirebbe anche a valorizzare l’area della Peschiera e il quartiere limitrofo.” – ha dichiarato Felice D’Argenzio a nome di Mare Vivo del Golfo, che sostiene l’iniziativa.L’incolumità della gente e dell’ambiente messi a rischio dal pontile petroli attaccato alle case : una giusta causa per la quale vale la pena di battersi. Franco Schiano |

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Non credo proprio che la causa del degrado della città di Gaeta, sia dovuta
dalla gestione dell'attuale giunta Comunale. Ma perchè nella passata
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Gaeta 28 agosto 2008 - Non mi stancherò mai di ripeterlo!!!!!!!! Il nostro Comune è alla mercè delle
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tutta la cittadina.
Gaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte
dell'assessore al turismo Reale ed alla cultura Di Ciaccio,il quale và in netto
contrasto con l'operato della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego della
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Gaeta 2 agosto 2008 - Il testimonial migliore dell’urgenza di cambiare: nessuno meglio dell’amerikano rappresenta una città incapace di andare avanti e di prendere decisioni, nessuno meglio di lui simboleggia l’arte di “tirare a campare”, una pratica in cui il compromesso e il temporeggiare prevalgono su ogni cosa, con il puro scopo di garantirsi la sopravvivenza, costi quel che costi.
Gaeta 27 luglio 2008 - Complimenti alle autorità inquirenti e di Polizia che hanno portato a termine
la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.
L’arresto del presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco e di altri dirigenti politici nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti nella sanità ha scompaginato le file del Partito Democratico di quella regione (e non solo…). diventa "Yes, the end".