| UNO SGUARDO SULLO STATO DEI BENI CULTURALI DI GAETA |
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| Scritto da franco schiano | |
Gaeta 19 settembre 2007 - Non esiste alcun centro urbano grande o piccolo che sia, che nel corso degli anni successivi al ciclone della seconda guerra mondiale, non abbia iniziato da data più o meno lontana a rileggere il suo territorio, il paesaggio, i beni culturali, i problemi dell’ambiente.
![]() Il comune, fino ad oggi, è il grande assente, assenza che rimonta ad oltre un quarantennio. Lo scatolone della “Caserma Cosenz” messo in cantiere nella seconda metà degli anni Ottanta “giace” incompleto in via Annunziata. Dopo miliardi dilapidati per un modestissimo recupero delle sue strutture, senza una vera ristrutturazione per utilizzarlo a livello museale, oggi avrebbe imboccato il rettilineo di arrivo con la presenza di oltre 20 specialisti facenti parte di un gruppo di progettazione del quale fanno parte svariati esperti tra cui finanche uno per il paesaggio(?). Non è la sola esagerazione abbiamo anche il coordinamento del gruppo di progettazione, i collaboratori del gruppo di progettazione, delle strutture, degli impianti, del computo metrico e della contabilità, delle ricerche storiche e dei rilievi. Dulcis in fundo abbiamo un’antropologa e due storici dell’arte, dei quali uno è anche elettricista presso il locale cimitero. A parte l’uso e forse l’abuso di titoli accademici (meno male che c’è un geometra!) ne deriva un complesso gruppo che deve giustificare un allestimento museale di livello europeo, perché sono fondamentali i collaboratori e i coordinatori del gruppo di progettazione. Ma ancor più fondamentali sono gli storici dell’arte considerando soltanto che i materiali pittorici sono di modesta qualità. Alcune opere pittoriche risultano in deposito, già presso la chiesa di San Domenico, riaperta al culto il 1938, e goffamente trasferiti al Centro Storico Culturale Gaeta. Non compete a noi di esprimere un giudizio definitivo sul pseudo-allestimento museale che attraverso questo abnorme numero di grandi specialisti, tende, da un lato a valorizzare la pochezza delle opere, dall’altro a giustificare l’ingente somma che la Regione ha stabilito. Nella ristrettezza finanziaria dell’opera ci piace ricordare, che siamo alla fine estate del 2007 e il progetto naviga da agosto 2005 a marzo 2007, che la pianta di parte della città, riprodotta sul frontespizio del progetto, è ripresa direttamente da un opera su Gaeta del 1979. Il gruppo di progettazione di vaglia e di lettere non si è nemmeno peritato di riprodurre una pianta contemporanea dello stesso settore urbano! ![]() Ma ci sono altri misteri nella vicenda dei beni culturali gaetani: Da un manifestino estivo abbiamo rilevato che l’Archivio Storico del Comune, le cui delibere risalgono al 1519, anche se due raccolte precedenti, a partire dal 1504, andrebbero ricercate presso privati perché fino agli anni Ottanta dello scorso secolo erano presenti, è nelle mani di uno specialista di arte, restauro, archeologia, numismatica, storia (dalla preistoria a stamattina) e via enumerando. In pratica l’orario di accesso e di consultazione dell’archivio comunale è demandato ad un privato, pensionato, che non ha alcun titolo specifico, né giuridico, per la sua tenuta.Questo grave fatto, va addebitato a chi ne ha stabilito il procedimento e a chi continua a lasciarlo sic et sempliciter. Come diciamo dell’archivio storico, così diciamo di altri beni culturali comunali che si intersecano e si compenetrano con altre istituzioni. Cade a proposito il ricordo della polveriera Ferdinando (impropriamente chiamata Real Ferdinando da un ignoto studioso). La vicenda del recupero di questo manufatto e del relativo allestimento di un’area museale è quanto mai emblematica, meritando un brevissimo ricordo perché i cittadini possano conoscere la fine di tanti soldi di cittadini che pagano le tasse. L’attuale Parco della Riviera d’Ulisse gestisce il territorio del promontorio di monte Orlando, secondo una delimitazione che nasceva dall’originario Parco Urbano Regionale di monte Orlando, di proprietà del Comune di Gaeta. Una legge regionale del 2002 ha istituito il parco della Riviera di Ulisse che ha compreso il precedente parco insieme a due altre aree costiere nei comuni di Formia, Minturno e Sperlonga. Nel momento in cui il comune di Gaeta gestiva il parco ne fu nominato anche un direttore incaricato che fece un bando di concorso per l’arredo della polveriera Ferdinando. Il bando è stato espletato alla fine degli anni Novanta, ma le sue finalità non sono state mai adempiute, perché la parte relativa all’arredo storico si è fermata ad alcune pessime, anonime fotocopie. Successivamente l’arredo, attraverso un serpentone in cartongesso e un’esposizione di un erbario estraneo al territorio, sono andate a farsi benedire, perché l’ex polveriera pronta per l’uso anche di laboratorio di ricerca alla metà del 2004, poco dopo ha dato repentini segni di vetustà, apparendo sulla volta e sulle pareti grosse inondazioni di umido e di acqua. Chi avesse avuto la sventura nei mesi scorsi di visitare il manufatto avrebbe augurato al responsabile del restauro felici nozze con l’attività edilizia. Senza dirigere strali benedicenti per il responsabile del procedimento, dobbiamo chiederci come mai un’area museale da pochissimi anni restaurata, arredata con mobili, computer, microscopi, raccolte già dette (meno quella famosissima storica) si sia ridotta in un immondo spazio per scarafaggi, parassiti ed altri corpi estranei al decoro per cui era stata predisposta???. La soluzione? E’ stata quella di dimenticarsi del passato, recuperare il manufatto, accantonare la raccolta botanica e dimenticare sul posto il serpentone!L’ultima iniziativa, dopo il restauro, sperando che duri per un certo numero di anni (il responsabile del procedimento del restauro è sempre la stessa persona?), prevede la conservazione del vibrione in cartongesso? Il rifacimento ex novo della raccolta botanica è finalmente legata alle piante dell’area? Recentemente si è proposto di affiancare quanto detto con un’esposizione geopaleontologica della Terra con specifici riferimenti al parco. Un altro fiore all’occhiello sarà il recupero della polveriera Trabacco, ove è prevista, sempre con fondi regionali, un’esposizione di cetacei, considerando che Evelino Leonardi riteneva il monte Orlando resto della Tirrenide; i resti di costole di due balene sono conservati nel vecchio museo diocesano!!!! ![]() Da quanto detto scaturiscono alcuni altri interrogativi per l’utilizzazione del territorio di monte Orlando, ove non si riesce a sapere (o capire?) se è demandata la sua gestione al parco, ente regionale, o al comune, ente locale. Nel complesso, però, i problemi relativi al parco restano ancora insoluti e non crediamo che anche la nuova amministrazione li abbia presi in considerazione. È possibile che il mausoleo di Lucio Munazio Planco sia reso invisibile agli eventuali desiderosi visitatori? Ormai al suo interno le piante crescono, segni palesi di erosione ferrosa sono sulle sue pareti, la stessa epigrafe sulla porta d’ingresso presenta evidenti segni di vetustà. Alla luce, poi, dei dilaganti incendi estivi, desta in un modestissimo cittadino, la preoccupazione di eventuali roghi che potrebbero essere appiccati da disgraziati piromani nel sottobosco, mentre le radici degli alberi dilagano a danno dei monumenti in ogni direzione e luogo. In conclusione il parco sia nelle ore diurne, ma ancor più nelle ore notturne è lasciato alle scorrerie dei combattenti della notte con gravissimi pericoli per tutto ciò che attiene ad un area di grosso interesse storico, monumentale, naturale ed artistico. Speriamo nel nuovo direttore!Da quanto siamo venuti dicendo, indicando soltanto alcune ferite inferte alla città, si rileva uno stato di grave abbandono in più parti del tessuto cittadino, senza considerare altri settori del territorio tra cui posto eminente occupa l’abusivismo non di piccola entità, ma di grandi dimensioni ancor oggi vivo e vitale. Ci riserviamo di ritornare in proposito per soddisfare le richieste che giungono da più parti e facciamo punto per oggi, scusandoci per la lungaggine. |

Formia 29 novembre 2008 - L'Atletico Formia cade rovinosamente
in quel di Minturno dopo una prova incolore nella quale sono emersi
tutti i limiti della compagine biancazzurra.
Gaeta 28 novembre 2008 -
Formia 27 novembre 2008 - Prima vittoria per la I
Divisione della A.S.D. Sud Pontino di Formia. La squadra
capitanata da Sabrina Yousfi ha vinto contro l'Aprilia Volley per 3
set a 0, dimostrando un notevole miglioramento rispetto agli scorsi
match.

Gaeta 19 settembre 2007 - 


Gaeta 4 novembre 2008 - Un altro retroscena clamoroso all'interno del Comune di Gaeta, di cui vorrei
informarvi, che riguarda esattamente i motivi della discontinuità della
maggioranza consiliare dell'AC Raimondi.
Gaeta 1 novembre 2008 - In via delle Botteghe Oscure, a Roma, c’era lo storico quartier
generale del Pci. Era il luogo in cui si tessevano le trame più segrete
fra i dirigenti e gli emissari della grande Unione Sovietica, dal cui
utero fecondo sarebbe dovuto nascere il sol dell’avvenire.

Gaeta 15 settembre 2008 - «La scelta del candidato del PD alla presidenza della Provincia di Latina non può avvenire senza prendere in considerazione l'esperienza di Gaeta e la mia personale».
Non credo proprio che la causa del degrado della città di Gaeta, sia dovuta
dalla gestione dell'attuale giunta Comunale. Ma perchè nella passata
legislazione cosa è stato fatto di diverso o di meglio?
Gaeta 28 agosto 2008 - Non mi stancherò mai di ripeterlo!!!!!!!! Il nostro Comune è alla mercè delle
solite famiglie, che con le loro attività commerciali,nate anche con l'ausilio
dei soldi (nostri) della famosa CASSA DEL MEZZOGIORNO, hanno monopolizzato
tutta la cittadina.
Gaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte
dell'assessore al turismo Reale ed alla cultura Di Ciaccio,il quale và in netto
contrasto con l'operato della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego della
Guardia di Formia, comandata dal Capitano Lo Bello.
Gaeta 2 agosto 2008 - Il testimonial migliore dell’urgenza di cambiare: nessuno meglio dell’amerikano rappresenta una città incapace di andare avanti e di prendere decisioni, nessuno meglio di lui simboleggia l’arte di “tirare a campare”, una pratica in cui il compromesso e il temporeggiare prevalgono su ogni cosa, con il puro scopo di garantirsi la sopravvivenza, costi quel che costi.
Gaeta 27 luglio 2008 - Complimenti alle autorità inquirenti e di Polizia che hanno portato a termine
la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.