| Gaeta - Nucleare, Pdl: Centrali del Garigliano e di Borgo Sabotino da indennizzare e smantellare |
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| Scritto da Dipartimento Comunicazione PdL - Gaeta | |
![]() Gaeta 8 febbraio 2010 - «Ci
sono molte imprese che non sono più in grado di sopportare
l'eccessivo costo dell'energia elettrica in Italia. Se avessimo una
quota di energia nucleare non avremmo questi problemi, i posti di
lavoro sarebbero tutelati e potremmo eliminare uno dei fattori più
importanti che riducono la competitività del Paese». Ndr: Aggiunta la posizione del Consigliere regionale del Pdl - Romolo Del BalzoIn una recente intervista all'Unità, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, elenca i motivi per cui è «conveniente» tornare al nucleare e aggiunge di essere favorevole alla modifica del titolo V della Costituzione in materia di politica energetica: l'energia, dice, «deve tornare nella competenza dello Stato perché è un interesse strategico come la politica estera o la politica di difesa». «Le centrali sono già convenienti con il petrolio a 55-60 dollari al barile - spiega - mentre oggi il petrolio oscilla tra i 70 e gli 80 dollari ed è destinato ad aumentare». Scajola afferma che la costruzione delle centrali creerà nuove opportunità di lavoro anche in Italia: «è francese la tecnologia del reattore - precisa - che rappresenta il 30% dei costi di una centrale. Il resto è costituito da impiantistica e lavori edili, nei quali le nostre imprese sono molto forti e già forniscono componenti per il nucleare all'estero». «Non sono previsti - aggiunge il ministro - soldi a carico dello Stato se non i pochi milioni necessari al funzionamento dell'Agenzia di sicurezza nucleare. Lo sviluppo del nucleare in Italia avverrà con le regole del mercato: le competenze dello Stato sono di tipo legislativo, normativo e autorizzativo». Scajola annuncia che ci sarà anche un «Comitato di confronto e trasparenza» che garantisca informazione alla popolazione. Il «no» di alcune Regioni è «pregiudiziale ed ideologico», aggiunge il ministro, «e risponde più alle esigenze della campagna elettorale che a quelle del Paese». Stefano
Saglia,
sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'Energia,
ribadisce che verranno costruite le
otto centrali nucleari in 20 anni,
ma che per il momento sono state definite soltanto delle macroaree
perché "l'individuazione
dei siti è un processo che ha ancora bisogno di tempo".
In Italia hanno funzionato quattro centrali (Caorso, Trino Vercellese, Latina-Borgo Sabotino e Castelforte-Garigliano), cinque impianti di ritrattamento del combustibile (Saluggia, Bosco Marengo, due a Casaccia e Trisaia), una dozzina di centri di ricerca (Varese, Torino, Legnaro, S. Piero a Grado, eccetera) oltre ad una decina di piccoli depositi (Milano, Udine, Forlì, Campobasso, Taranto, eccetera). In totale si dovrebbe trattare di circa 64mila metri cubi di scorie radioattive, la maggior parte dei quali (35mila) sono conservati nelle quattro vecchie centrali. Il resto è conservato negli altri siti, principalmente a Saluggia e Casaccia. Dunque, nel territorio della provincia di Latina sono state utilizzate due centrali nucleari: una a Borgo Sabotino e l'altra a Castelforte, quest'ultima erroneamente riportata nelle mappe del nucleare in provincia di Caserta, quindi nella Regione Campania. Si continua a perseverare nell'errore di collocare la centrale del Garigliano a Sessa Aurunca (CE), quando invece la centrale che sorge in un'ansa del fiume Garigliano si trova a Castelforte, un paesino nel lembo meridionale della Regione Lazio, a confine con la Regione Campania. Un tempo il territorio di Castelforte apparteneva alla vecchia Provincia di Terra di Lavoro, l'attuale Caserta. Ma il 18 dicembre 1934 con la costituzione della Provincia di Littoria (odierna Latina) sono cambiati anche i confini geografici nel meridione laziale: il fiume Garigliano segnava il nuovo confine fra le regioni del Lazio e della Campania. Dunque, la centrale del Garigliano è stata realizzata su territorio laziale e non campano. Percorrendo la
storia della centrale nucleare del Garigliano si apprende che
l'impianto fu costruito tra il 1960 e il 1963 dalla General
Electric su commissione della SENN (Società Elettro Nucleare
Nazionale) del gruppo IRI-Finelettrica. Il reattore, della potenza di
160 MWe, raggiunse la prima criticità il 5 giugno 1963. Basato su
una configurazione impiantistica eccessivamente complicata (presto
abbandonata dalla stessa General Electric), il reattore del
Garigliano ebbe un funzionamento discontinuo, finché nel 1978 venne
fermato a causa di un guasto tecnico a un generatore di vapore
secondario. Considerato il costo dell'intervento di sostituzione,
nel 1981 l'ENEL (subentrata alla SENN nel 1965) decise di non
riavviare più la centrale, in considerazione della breve vita
residua dell'impianto. Nel novembre 1999 la proprietà della
centrale - così come per le altre tre centrali nucleari italiane -
è stata trasferita all'azienda italiana che opera nel nucleare. La
SOGIN (Società
Gestione Impianti Elettronucleari Spa) viene costituita il 1º
novembre 1999 in ottemperanza al decreto di liberalizzazione del
settore elettrico, il cosiddetto decreto Bersani, per prendere in
gestione gli impianti nucleari posseduti dal ENEL e per curarne lo
smantellamento (decommissioning).Il Pdl gaetano è favorevole al rispetto del programma predisposto dalla SOGIN che punta al totale smantellamento dell'impianto e al ripristino ambientale dell'area entro il 2016. E concorda con il consigliere regionale Romolo Del Balzo che rivendica il riconoscimento ai comuni pontini di un indennizzo per la servitù nucleare subita e la loro esclusione dal prossimo programma nucleare nazionale. (Posizione del
Consigliere regionale Romolo Del Balzo)Del Balzo chiede a Scajola indennizzo ed esclusione dal programma nucleare nazionale delle centrali pontine Romolo Del Balzo, consigliere regionale del Pdl, abita a Minturno, in prossimità della centrale del Garigliano. Affronta il problema del nucleare e della paventata utilizzazione della centrale nucelare del Garigliano come deposito per scorie radioattive con lucida obiettività. Prende carta e penna e manda una missiva al ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola. Bacchetta chi vuole sfruttare la questione nucleare per fare campagna elettorale basata sulle ideologie. Sulla definitiva collocazione degli impianti si sta sviluppando una sorta di giallo intorno all'esistenza di una presunta lista di siti inventata dalla Sinistra. Sono convinto del fatto che il Governo terrà nel massimo conto la necessità di non gravare singoli territori di una "servitù nucleare" sproporzionata rispetto ad altre aree del Paese: per questo già nei primi giorni dell'anno ho scritto una lettera al Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola nella quale ho ricordato come la Provincia di Latina abbia già dato al Paese ospitando sul suo territorio la centrale di Borgo Sabotino e quella del Garigliano. Ritengo che la richiesta di un incontro col Governo avanzata dai sindaci dei Comuni che hanno già ospitato una centrale vada giustamente in questa direzione, ma temo il rischio che la mera propaganda elettorale possa vanificare i risultati che invece si possono ottenere con un serio ed obiettivo confronto istituzionale. Credo infatti che un attacco frontale o addirittura ideologico su questo tema sia poco credibile anche per il centrosinistra, visto che nella campagna elettorale per le ultime elezioni politiche il principale partito dello schieramento di questa coalizione, e cioè il Pd, si era espresso più volte e con chiarezza a favore del ritorno al nucleare. Chi dunque è tentato oggi di sfruttare la "questione nucleare" per fare campagna elettorale rischia di fare un pessimo servizio ai cittadini della provincia di Latina. La direzione verso cui credo si debba andare è invece quella del riconoscimento del ruolo svolto da alcuni Comuni come quelli pontini nel primo programma nucleare del Paese, quello del dopoguerra: un riconoscimento non solo in termini di indennizzo, ma anche di esclusione dal prossimo programma nucleare nazionale. Questo è l'obiettivo, ma credo che vada perseguito con razionalità e non a colpi di gossip puntualmente smentiti: sulla definitiva collocazione degli impianti si sta sviluppando infatti una sorta di giallo intorno all'esistenza di una presunta lista. Che un documento simile costituisca un bluff lo dimostra il fatto che i siti che vi sarebbero inseriti cambiano di giorno in giorno. Credo che neanche immaginare come "lista" l'elenco dei siti formulato dal Cnen sia un atteggiamento serio, semplicemente perché si tratta di un documento vecchio di ben trent'anni che deve essere rivisto alla luce dei nuovi criteri di garanzia e sicurezza e di importanti trasformazioni del territorio, come i terremoti che si sono verificati nel frattempo o il popolamento delle aree prossime ai vecchi impianti nucleari oggi spenti. Tutto questo fa comprendere come oggi esista un rischio, quello che battaglie improvvisate o disinformate si traducano in un nulla di fatto, mentre credo che il confronto aperto e su dati certi prospettato già da tempo dal Ministro Scajola possa rivelarsi davvero produttivo. Per questo come consigliere regionale ed in particolare come eletto nella provincia di Latina ho aperto la strada scrivendo al Ministro Scajola, ed auspico che il necessario atteggiamento di pragmatismo ed obiettività da parte dei Comuni e delle forze politiche non venga vanificato da spericolate fughe in avanti, che finirebbero per recare un danno e non un vantaggio alla nostra amata terra pontina. Romolo Del Balzo – Consigliere regionale del Pdl |


Itri 11 marzo 2010 - Sport dalle origini antiche già
praticato nel Medioevo e nel Rinascimento che ha visto l'evolversi
del suo attrezzo nel tempo, fino ad arrivare ad un tamburello tutto
in plastica, molto resistente, la cui tela è in grado di sopportare
le fortissime sollecitazioni di una palla di 88/90 grammi per 59 mm
di diametro.
Gaeta 11 marzo 2010 - 
Latina 8 marzo 2010 - Si sono svolte martedi 2 Marzo le finali provinciali dei giochi sportivi studenteschi di sci alpino, organizzate
dal Ufficio di educazione fisica motoria e sportiva dell’Usp di Latina in collaborazione con il
Coni Latina e Fisi Latina.

Minturno 5 marzo 2010 - Sardelli: «La Fip ha accolto la proposta avanzata dal Comune» - Il
Sindaco di Minturno Pino Sardelli rende noto che il 26-27 aprile
Scauri ospiterà le finali nazionali maschili di basket, che
assegneranno lo scudetto nella categoria under 21.



Gaeta 8 febbraio 2010 - «Ci
sono molte imprese che non sono più in grado di sopportare
l'eccessivo costo dell'energia elettrica in Italia. Se avessimo una
quota di energia nucleare non avremmo questi problemi, i posti di
lavoro sarebbero tutelati e potremmo eliminare uno dei fattori più
importanti che riducono la competitività del Paese».
Stefano
Saglia,
sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'Energia,
ribadisce che verranno costruite le
otto centrali nucleari in 20 anni,
ma che per il momento sono state definite soltanto delle macroaree
perché "l'individuazione
dei siti è un processo che ha ancora bisogno di tempo".
Percorrendo la
storia della centrale nucleare del Garigliano si apprende che
l'impianto fu costruito tra il 1960 e il 1963 dalla General
Electric su commissione della SENN (Società Elettro Nucleare
Nazionale) del gruppo IRI-Finelettrica. Il reattore, della potenza di
160 MWe, raggiunse la prima criticità il 5 giugno 1963. Basato su
una configurazione impiantistica eccessivamente complicata (presto
abbandonata dalla stessa General Electric), il reattore del
Garigliano ebbe un funzionamento discontinuo, finché nel 1978 venne
fermato a causa di un guasto tecnico a un generatore di vapore
secondario. Considerato il costo dell'intervento di sostituzione,
nel 1981 l'ENEL (subentrata alla SENN nel 1965) decise di non
riavviare più la centrale, in considerazione della breve vita
residua dell'impianto. Nel novembre 1999 la proprietà della
centrale - così come per le altre tre centrali nucleari italiane -
è stata trasferita all'azienda italiana che opera nel nucleare. La
SOGIN (Società
Gestione Impianti Elettronucleari Spa) viene costituita il 1º
novembre 1999 in ottemperanza al decreto di liberalizzazione del
settore elettrico, il cosiddetto decreto Bersani, per prendere in
gestione gli impianti nucleari posseduti dal ENEL e per curarne lo
smantellamento (decommissioning).

Gaeta 28 febbraio 2010 - 



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