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Scauri - La maratona di basket all'Arena Mallozzi
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Scauritanum: Presentazione di un progetto di Monumento Naturale E-mail
Scritto da Marcello Rosario Caliman - Il Direttore dell'Università Verde del Mediterraneo   
italia_nostra_logo.pngMinturno 23 luglio 2009 - Venerdì 24 luglio 2009 alle ore 21.00 si terrà la sesta serata a ingresso libero del cartellone dello Scauritanum giunto alla sua tredicesima edizione, a cura di Italia Nostra e dell'Università Verde del Mediterraneo Umberto Zanotti Bianco.


Luogo dell'incontro è la Darsena Flying di Scauri, nel cuore della Baia di Scauri.

Il tema della serata è "Il Parco e Scauri, ieri e oggi, tra certezze e speranze",

con proiezione di un documentario storico realizzato da Italia Nostra sul Parco Regionale già del Monte di Scauri ora parte del Parco Regionale della Riviera di Ulisse.

Con l'occasione conferimento del Premio Baia di Monte d'Oro - Scauri al docente universitario prof. Giuseppe La Torre e al commissario del Parco regionale prof. Erminia Cicione.

Italia Nostra presenta, con l'occasione, in anteprima la proposta di istituzione del Monumento Naturale di Monte d'Argento.

L'area, che comprende il promontorio di Monte D'Argento (nome che secondo alcuni deriverebbe da Cornelio Argento che qui ebbe la sua villa), è sito in località Marina di Minturno nel territorio del Comune di Minturno, a metà strada tra Scauri e la foce del Garigliano.

È delimitata a sud dalle suggestive cale prospicienti il Mar Tirreno e dagli altri lati dalle pendici dell'omonimo monte; essa racchiude numerosi elementi di interesse che, a vario titolo, concorrono a determinare un elevato pregio naturalistico e storico - archeologico, rendendo necessaria l'adozione di adeguate misure di tutela e salvaguardia.

Italia Nostra ha predisposto delle cartografie per una proposta di perimetrazione che tiene conto delle caratteristiche morfologiche del terreno al fine di consentire una più agevole individuazione dei confini nonché della presenza di manufatti e attività antropiche al fine di evitare qualsiasi rischio di conflitto con le popolazioni locali.

La superficie che ci si propone di tutelare attraverso l'istituzione di un Monumento Naturale, ai sensi dell'art. 6 della Legge Regionale 6 ottobre 1997, n. 29 e s.m.i., è pari a circa cinque ettari (49,644 mq) con un perimetro di circa 1062 metri.

L'area è interamente compresa nel territorio del comune di Minturno in provincia di Latina.

La quota massima di 45,00 metri s.l.m. corrisponde alla cima del Monte D'Argento mentre la quota minima di 0,00 metri s.l.m. è rappresentata dalla battigia delle calette sabbiose poste sul lato sud del promontorio.

All'interno di tale area coesistono fattori di grande rilievo dal punto di vista geologico, naturalistico, paesaggistico, archeologico (è uno dei siti protostorici del Lazio).

Caratteri geologici: Promontorio calcareo che si erge isolato tra la retrostante pianura ed il mare, ubicato nell'estrema parte orientale del Golfo di Gaeta.

Lungo la parte sommitale si individuano i segni dell'abbassamento del livello del mare e si ritrovano numerosi frammenti di gasteropodi.

Grande interesse riveste il solco di battigia lungo il versante meridionale che mostra la massima concavità ad una quota di 9,84 metri s.l.m. confrontabile con quella rilevata presso la Grotta delle Capre del Monte Circeo.

Sui versanti meridionali sono evidenti i segni della corrosione carsica con le caratteristiche scanalature separate da creste aguzze e piccole cavità con fori carsici indicatori di inghiottitoi delle acque meteoriche collegati a cavità sottomarine site alle pendici della falesia meridionale.

Il promontorio rappresenta un ottimo marcatore temporale ai fini della ricostruzione pleoambientale e storica di questa porzione di territorio.

Caratteri paesaggistici e naturalistici: il sito consiste in un promontorio circondato su tre lati da ripide scogliere dalla cui sommità si ammirano, a nord l'esedra dei Monti Aurunci, a sud-ovest il Golfo di Gaeta con il promontorio di Monte Orlando, a est il Golfo di Napoli, l'isola d'Ischia e nelle giornate in cui soffia il "Grecale", vento fresco che spira da Nord-Est, sono visibili le altre isole del Golfo di Napoli compresa Capri, e l'inconfondibile sagoma del Vesuvio, oltre le isole dell'arcipelago ponziano (Ponza, Ventotene, Santo Stefano, Palmarola).

A ovest, infine, si osserva la catena montuosa del Monte Massico che declinando dolcemente verso il mare delimita a occidente la vasta piana del Garigliano.

La vegetazione presente è quella tipica della macchia mediterranea con alcune specie tipiche di quest'ambito fitoclimatico quali la Pistacia lentiscus, l'Erica arborea, lo Spartium junceum, il Myrtus communis, il Cistus ssp. ed altre ancora.

Di notevole rilievo è, inoltre, la presenza di varie specie di volatili che nell'habitat esistente riescono portano a termine la loro fase riproduttiva con nidificazione e sopravvivenza dei piccoli.

Materiali protostorici: Ulteriore elemento di grande interesse è rappresentato dalla presenza, insieme a materiali di età romana, di vasellame, fornelli ed intonaci di capanna databili a partire dalla prima fase della cultura laziale all'età arcaica.

Detti reperti testimonierebbero l'esistenza sul luogo di un importante insediamento costiero della prima età del ferro.

Caratteri storici ed archeologici: Il promontorio del Monte d'Argento è caratterizzato dalla presenza di resti di un insedimento medievale datato nella seconda metà del X secolo, il Castrum Argenti, del quale si hanno notizie nelle fonti documentarie a partire dal 995 d.C., in particolare nel documento numero 91 del Codice Diplomatico Gaetano, raccolta di atti notarili e documenti giuridici risalenti a un periodo compreso tra la fine l'VIII e il XV secolo.

Tipologicamente lo schema planimetrico del sito si configura in un semplice circuito murario, sorto per scopi di riunione della popolazione, che non presentava i caratteri evidenti della difesa attiva.

Il sito di Castrum Argenti corona la bassa collina calcarea dell'omonimo altopiano, che si configura come una naturale roccaforte, utile per assolvere alle funzioni difensive.

Il sito è caratterizzato da due nuclei distinti, tra loro confinanti: il primo contraddistinto dalla chiesa di San Tommaso (B nella tabella allegata) di cui si colgono ancora oggi i resti dell'impianto basilicale con cripta anulare e una cisterna accanto; il secondo a nord-est definito dai resti appartenenti, con ogni probabilità, agli ambienti dell'abitato, dove sono stati trovati resti di attività artigianali, quali scorie di vetro e ferro.

Frequente fu l'uso di materiale di reimpiego, prelevato dalla vicina città romana di Minturnae, abbandonata dopo la distruzione del Longobardi del 590 d.C. e da allora divenuta cava di materiale lapideo (con i grossi blocchi prelevati da qui fu eretta nella seconda metà del X secolo la torre di Pandolfo Capodiferro).

Un indicatore cronologico importante è rappresentato poi da un cospicuo numero di ceramiche invetriate trovate in situ e databili alla fine del XII secolo.

Si è sempre supposto che sul sito del castrum ci fosse stato un, nel IX secolo, un insediamento saraceno durante il periodo in cui avevano presidiato la Valle del Garigliano, tra l'881 e il 915, anno nel quale furono sconfitti nella famosa Battaglia del Garigliano (una delle tre che qui si combatterono nel corso dei secoli, insieme a quella del 1503, tra francesi e spagnoli per la conquista del Regno di Napoli, e quella del 1860, tra borboni e piemontesi per il controllo del Regno delle Due Sicilie).

La tesi sulla presenza saracena è stata poi smentita dagli scavi condotti dal Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma, coordinati dall'archeologa Paola Torre e finalizzati all'individuazione di insediamenti arabi in Italia.

Dalla campagna di scavi è emerso, viceversa, che il sito fosse frequentato già in tempi protostorici e romani e che la cinta muraria sia la parte più antica di tutto il nucleo, infatti dagli scavi non sono emerse strutture riconducibili a periodi precedenti.

I Saraceni: Il Castrum Argenti fu una realtà territoriale importante nel corso dei secoli, tanto che ancora nell'XI secolo aveva, insieme a Traetto, una circoscrizionale giurisdizionale ben definita.

Successivamente, in età rinascimentale, fu qui costruita una torre di avvistamento costiera, risalente al primo terzo del XVI secolo, voluta dai viceré di Napoli e oggi scomparsa a seguito della distruzione perpetrata dai tedeschi in ritirata durante il secondo conflitto mondiale, di cui rimane il solco del sito dove era costruita e i resti tutt'intorno ad esso.

Tipologicamente era una torre che seguiva i canoni della difesa passiva dell'epoca, con una pianta circolare e una scala a forma di "L" collegata attraverso un piccolo ponte levatoio alla struttura, per garantire maggiore difesa al presidio.

La sua importanza storica è legata anche al famoso Placitum (giudizio) qui tenutosi nel luglio 1014 per dirimere la questione legata alla definizione dei confini tra la Terra Sancti Benedicti e la Contea di Traetto allora ricadente nel ducato di Gaeta.

La controversia nasceva sull'appartenenza di un tratto di terre e selve dell'entroterra sulle quali erano sorti negli anni nuovi villaggi per opera dei monaci cassinesi e che rientravano nei possedimenti dell'abbazia benedettina di Montecassino e di cui il conte di Traetto si era impossessato illegalmente.

L'importanza storica di questo giudizio risiede sia nel numero e nell'importanza di coloro che intervennero, personalità del ducato di Gaeta, di Capua e di Napoli, sia perché la vertenza fu definita in base alle leggi romane e longobarde.

La pergamena in cui è consacrato questo Placito si conserva in originale nell'Archivio di Montecassino; da un punto di vista letterario infine, suggestiva è l'Ode dedicata nel 1923 a Monte d'Argento dal poeta minturnese Domenico Tambolleo.

E' in programma in autunno un convegno scientifico che approfondisca il progetto.

Relatori alla Darsena Flying di Scauri il presidente del consiglio regionale del Lazio di Italia Nostra architetto Cesare Crova e il presidente della Sezione del Golfo di Gaeta di Italia Nostra professoressa Grazia Sotis.
 

La Cronaca

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