| Salvatore Delio: "La tragedia di Viareggio serva di monito" |
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| Scritto da Salvatore Delio | |
![]() Gaeta 30 giugno 2009 - Vele e spigole al largo, la petroliera sotto casa - La Tragedia di Viareggio è poco se paragonata a quello che potrebbe accadere
a Gaeta al pontile petroli Eni della Peschiera.
Quì 40 mila tonnellate di benzine ed altri prodotti petroliferi altamente infiammabili vengo quotidianamente scaricati a pochi metri dalla case. Un comitato animato dai Repubblicani Europei della città porta da anni all'attenzione di tutti il pericolo che corriamo nel più assoluto disinteresse dei politici del Golfo. Solo l'amministrazione Raimondi ha preso a cuore la questione per costringere l'Eni a delocalizzare al più presto quel terminal in zona di sicurezza lontano dalla città, ma le difficoltà che incontra sono tante e, forse, non vi riuscirà nel suo mandato amministrativo. La senatrice Luciana Sbarbati dei Repubblicani Europei è l'unico politico ad aver presentato una interrogazione a risposta orale al Ministro dei Traspori
e della Navigazione senza avere ad oggi alcuna risposta.
Nel frattempo, noncuranti che la città di Gaeta corre un rischio quotidiano
di incendio ed esplosione, i politici più rappresenativi del Golfo sia della
PDL che del PD (On. Conte e Sen. Ranucci) si dilettano nella cerimonia di
fondazione di uno yacht club di Gaeta intitolato ad un noto esponente
scomparso dell'imprenditoria nautica della zona. Loro (quei politici) si
pavoneggiano sulla passerella propangandista che l'imprenditoria privata
offre loro incuranti che migliaia di cittadini di Gaeta potrebbero morire in
un rogo e deflagrazione che investirebbe la città in caso di incidente alla
petroliera di dimensioni e conseguenze ben maggiori di quelle del treno di
Viareggio.
Quei Signori, pensano al Golfo di Gaeta come ad una vacca da mungere: chi vuole farci porti turistici privati, chi vuole farne campo di coltivazione di cozze e spigole, chi vuole farne campo di regata per tavole a vela a Vendicio, chi vuole farne campo di regate motonautiche e veliche internazionali, chi vuole allevare spigole al posto dell'ex campo boe nella rada. Nessuno si occupa di allontanare presto quel terminal petrolifero Agip dalla costa, unico modo per prevenire un disastro ambientale ed una perdita di vite umane sempre possibile per una attività a rischio come quella di sbarco sostanze altamente infiammabili, come il gas propano liquido trasportato dai vagoni ferroviari a Viareggio insegna. Se, disgraziatamente, un incidente accadesse al terminal Agip della Peschiera, la città sarebbe anche colta assolutamente impreparata a fronteggiare le conseguenze disastrose del sinistro dal momento che, incredibilmente, dall'emanazione della normativa nazionale e direttive CEE del 2001, ancora oggi non esiste nella città di Gaeta un piano di emergenza esterna al deposito costiero che preveda gli interventi a sostegno della popolazione e dell'ambiente che verrebbero gravemente colpiti da un sinistro rilevante alla petroliera. Quarantamila tonnellate di benzina super raffinata sono più che una bomba se
esplode la petroliera, e non vi sono estintori che possano spegnere un
simile incendio.
In altre città marinare dove vi sono depositi costieri come quello dell'Agip
di Gaeta hanno costruito al largo in mare aperto isole offshore per
l'approdo delle petroliere, ma a Gaeta imprenditori e politici tengono la
petroliera sotto le case e patrocinano campi di regate veliche al largo dove
invece dovrebbe stare la petroliera.
Meglio la petroliera sotto le case e lo sfruttamento economico del Golfo
oppure meglio la salvaguardia della vita dei cittadini e dell'ambiente con
la petroliera al largo? A questa domanda i due parlamentari non danno
risposta, poiché manca ed è urgente un piano regolatore del Golfo di Gaeta
ed essi sono completamente privi di una cultura della sicurezza.
E mentre tutto questo passa sotto silenzio, è davvero sorprendente la bella maniera di fare prevenzione dei nostri parlamentari, buoni solo a percorrere le passerelle che qualche imprenditore (che fa il suo mestiere) mette loro a disposizione |


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Gaeta 11 marzo 2010 - 
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Ministro dei Traspori
e della Navigazione senza avere ad oggi alcuna risposta.
Nel frattempo, noncuranti che la città di Gaeta corre un rischio quotidiano
di incendio ed esplosione, i politici più rappresenativi del Golfo sia della
PDL che del PD (On. Conte e Sen. Ranucci) si dilettano nella cerimonia di
fondazione di uno yacht club di Gaeta intitolato ad un noto esponente
scomparso dell'imprenditoria nautica della zona. Loro (quei politici) si
pavoneggiano sulla passerella propangandista che l'imprenditoria privata
offre loro incuranti che migliaia di cittadini di Gaeta potrebbero morire in
un rogo e deflagrazione che investirebbe la città in caso di incidente alla
petroliera di dimensioni e conseguenze ben maggiori di quelle del treno di
Viareggio.


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