| Goletta Verde di Legambiente: equilibrio Golfo Gaeta fragile |
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| Scritto da Ufficio Stampa - Legambiente | |
Formia 7 ottobre 2008 - Molto preoccupazione per vecchi e nuovi impatti che rischiano di minare l’area. Inserire il Golfo tra le “aree sensibili”.Impatto della delocalizzazione della mitilicoltura e dell'allevamento dei pesci, situazione del ripascimento delle spiagge, inquinamento per allacci fognari mancanti, gestione e ampliamento dei porti del Golfo: sono numerose le questioni scottanti affrontate oggi durante la conferenza stampa convocata a bordo della Goletta Verde di Legambiente, ormeggiata per la prima volta nel porto di Formia, nell'ambito della campagna "Goletta Verde nel Lazio" realizzata da Legambiente Lazio grazie alla collaborazione dell'Assessorato all'Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio e, per questa tappa, del circolo Legambiente "Barba di Giove". "L'equilibrio del Golfo di Gaeta è fragile, se da una parte sembra si intravedano risultati positivi sulla qualità delle acque dall'altra siamo molto preoccupati per vecchi e nuovi impatti che rischiano di minare l'area -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dagli ampliamenti dei porti fino a 5.000 posti barca che abbiamo calcolato, con il conseguente appesantimento della mobilità, alla stessa delocalizzazione degli impianti di miticultura e itticultura che deve rispettare da subito la nuova normativa sull'acquacoltura che ne prevede l'allontanamento dalla costa, fino alla movimentazione delle merci pericolose del pontile merci, alle situazioni di inquinamento ancora non risolte sono diversi i fronti che rischiano di mettere a dura prova il Golfo di Gaeta. Per questo Goletta Verde torna ancora una volta ad occuparsi di questi temi e continuerà nelle prossime settimane a verificare lo stato del Golfo, rilanciando con forza la richiesta di inserire quest'area tra le "aree sensibili" secondo le normative, un'istanza sempre più importante col passare del tempo e l'accumularsi delle questioni." Entrando nel merito delle singole questioni, si evidenzia, ad esempio, che a tutt'oggi persistono, nei comuni rivieraschi e non, condotte fognarie che non sono ancora state allacciate ai depuratori, così come su un altro fronte, il ripascimento delle spiagge lascia intravedere nuovi problemi di erosione probabilmente ulteriormente accelerati dai prossimi interventi che subirà l'area portuale di Formia, ma anche l'ampliamento del porto commerciale a Gaeta ed il progetto del nuovo porto di Formia pongono interrogativi sull'impatto sulle correnti marine e su tutto l'ecosistema del Golfo marino e terrestre, anche rispetto all'impatto sulla viabilità. La delocalizzazione della mitilicoltura e dell'allevamento dei pesci va realizzata allontanando subito dal litorale gli impianti come prevede la nuova legge regionale sull'acquacultura. Allo stesso tempo vanno salvaguardate le attività veliche, oramai diventate usuali all'interno del Golfo, oggi in seria discussione a causa sia della delocalizzazione degli impianti di mitilicoltura che itticoltura, nonché dell'aumentato traffico di navi. "Viste le tante questioni ancora aperte e la stretta interconnessione tra le problematiche che sono di interesse sovra comunale, occorre uno sforzo verso una maggiore collaborazione tra i Comuni del Golfo perché l'agire abbia un positivo effetto sull'intero area, che si presenta come un tutt'uno per quanto riguarda il mare, la movimentazione delle merci, delle persone ed il turismo in generale -dichiara Raffaele Cicione, del Circolo Legambiente Barba di Giove-. Chiediamo che si istituzionalizzi un gruppo di lavoro relativo a tali questioni che veda coinvolte tutte le realtà rivierasche con un maggior coinvolgimento dei cittadini del Golfo nelle scelte strategiche del territorio, che i Comuni di Gaeta, Minturno ed Itri deliberino in merito all'istituzione del Golfo come area sensibile, seguendo l'esempio del Comune di Formia, auspichiamo che l'autorità Portuale, in sinergia con il Nucleo Industriale, si impegnino affinché il trasporto su ferro sia la forma prioritaria di movimentazione delle merci di Gaeta e che conseguentemente si adoperino per la realizzazione del tratto di linea ferroviaria che permetta nell'immediato di unire "Viviano " con il Porto; che l'autorità Portuale realizzi quelle infrastrutture che permettano l'attraversamento del lungomare Caboto in modo da collegare le varie aree portuali senza interferire con il traffico esistente. Allo stesso tempo chiediamo che sia mitigato quanto più è possibile l'impatto visivo di quelle strutture o opere che possano deturpare la linea di costa, che venga definitivamente chiarita e definita la questione del pontile petroli e dell'ex Agip, ma anche nuovi controlli degli scarichi abusivi e la realizzazione dei tratti di rete fognaria ove necessari. Chiediamo, inoltre, che sia reso evidente e fruibile in piena sicurezza dai naviganti il corridoio tra gli allevamenti di cozze e che gli impianti di itticoltura e che questi possano a breve essere collocati "offshore" ossia lì dove erano previste le gabbie per i tonni così come ribadito qualche giorno fa nell'audizione alla commissione Agricoltura del presidente dell'Autorità portuale del Lazio, secondo l'applicazione della nuova legge regionale sull'acquacoltura. Chiediamo, infine, al Comune di Formia di completare il tratto di marciapiedi che colleghi Vindicio con Gaeta, una unione simbolica e che consente un passeggiata in sicurezza." Sono intervenuti all'iniziativa: Fabio Pezzone, Assessore al mare di Formia; Valerio Vaudo, Consigliere comunale di Gaeta; rappresentanti Capitaneria di Porto di Gaeta; 1° MAR LT Marco Vigliotti, Comandante Capitaneria di Porto di Formia; rappresentanti associazioni veliche di Formia e Gaeta. |

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Gaeta 1 novembre 2008 - In via delle Botteghe Oscure, a Roma, c’era lo storico quartier
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tutta la cittadina.
Gaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte
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Guardia di Formia, comandata dal Capitano Lo Bello.
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la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.