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Scritto da un lettore   
Gaeta 02.06.2007 - Riceviamo e pubblichiamo, un'analisi di quelli che saranno gli scenari post-ballottaggio, alla luce dei risultati elettorali del primo turno ...

Siamo ormai prossimi al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Gaeta. I risultati hanno definito i candidati che concorreranno a questo scontro politico e, pertanto, riteniamo di fare alcune osservazioni.

Da quando è in vigore la legge elettorale per l’elezione diretta del sindaco, Gaeta si trova in questa situazione per la terza volta. La prima fu nel 1994 quando il candidato Matarese, per conto del centrodestra, regalò l’elezione a sindaco al candidato D’Amante del centrosinistra! La seconda nel 1998 quando il candidato Lisetti partecipò al ballottaggio contro D’Amante con distacco e prosopopea, conseguendo così un risultato negativo. Nel 2002 gli elettori Gaetani regalarono l’amministrazione comunale al candidato Magliozzi, che dall’alto della sua grandezza ha avuto l’intuizione di disamministrare in questi ultimi anni. Questa considerazione non si lega ad un taglio politico ma scaturisce dalla realtà degli atti compiuti in questi ultimi anni. Di molti di questi atti sono in corso procedure investigative perché non rispondenti a corretta amministrazione. Se qualcuno non fosse edotto in merito ricordiamo: il mancato “auditorium” di Gaeta; l’organizzazione per i parcheggi; l’attività frenetica di condoni e licenze edilizie. A questo proposito ci poniamo il quesito: il dirigente è sempre iscritto al vecchio Partito Comunista Italiano?

Oggi siamo sul binario del terzo ballottaggio. L’elettore è, a priori, al di sopra e al di fuori di ogni considerazione malevola. Che poi in questi passati giorni ci siano stati omaggi, regalie, offerte di lavoro, minacce di lavoro è una realtà incontestabile perché l’organigramma precedente affonda le radici nella tradizione mazzettistica gaetana. È doloroso fare queste affermazioni ma una radiografia di determinati consiglieri porta in primo piano il loro quadro economico-finanziario, anche se diversi non ne avrebbero avuto bisogno. Il gioco occupazionale delle famiglie tra comune, autorità portuale e casa comunale è quanto mai travolgente, che non si rallenterà se dovessero quadrare i loro bilanci. Riguardando al passato recente, quando molti amministratori parteciparono alla vita politica di Gaeta, è doloroso constatare questa crisi morale che avvolge l’organismo cittadino come una piovra e si collega con il retroterra campano, che ormai dilaga sul nostro territorio. Non sappiamo se si potrà conseguire un risultato felice nei prossimi giorni per sradicare la malerba, però l’elettore dispone di un leggero foglio di carta colorato, che può decidere le sorti di Gaeta. Pericolosissimi sono molteplici personaggi che hanno navigato in questo ultimo ventennio in varie formazioni politiche, alcune veri e propri partiti, altre raccolte di persone (molte in buona fede) che hanno concorso a sostenere i soliti approfittatori, che intendono continuare a galleggiare per non svolgere l’attività diretta dove sono stati posizionati da ben  passati individui. La crisi morale nel Paese trova riflesso nella nostra città in molteplici episodi e le liste civiche ne riflettono il malcontento. Gaeta non ha mai attraversato difficoltà morali come sono oggi evidenti, ma il fatto più reale è che la città soffre per mancanza d’occupazione, particolarmente di un certo livello culturale, che ricade sui giovani. L’indirizzo che Gaeta ha sempre avuto nel passato appariva ed appare ancor oggi evidente nel conseguimento di titoli scolastici superiori e di lauree; per queste ultime s’intendono lauree di un percorso annuale stabilito non per leggi ad personam! Se volessimo rileggere i programmi elettorali dei 5 candidati rileviamo facilmente in alcuni la mancanza d’intuito nel settore dei beni culturali, tanto che il programma del centrosinistra li ha definitivamente cancellati. È inutile oggi ritornare su quel programma, ma qualcuno gongolerà per la conservazione del genio in bottiglia. Peccato che la realtà futura sia quanto mai impervia alla luce di altri fatti che pongono in primo piano la stessa macchina burocratica. Le indagini che il gruppo dei commissari sta conducendo nelle carte delle passate amministrazioni (e le prescrizioni?), pongono in luce la volontà politica di aver fatto finta di amministrare, ma per interessi familiari, e di conservare il voto largamente di scambio.

Vogliamo spendere ora alcune parole sulla geografia del consiglio comunale in rapporto ai due candidati. La vittoria di Raimondi porterà in consiglio comunale 12 consiglieri della sua coalizione e questa realtà, a priori, costituirà un raggruppamento omogeneo di persone che sono al di sopra e al di fuori di ogni malvagità. Porterà in consiglio comunale giovani che rinnoverebbero la categoria demografica e politica, darebbero un coraggio alla città per un futuro degno del suo passato. I restanti consiglieri appaiono in questo percorso come una nuova realtà politica perché sull’aereo consiliare non salirebbero tanti vecchi tromboni e recenti trombette. Il lettore interessato potrà confermare quanto stiamo dicendo e notare la frammentazione che è presente in questi 8 possibili consiglieri: la lista più rappresentata (si fa per dire) sarebbe quella di Forza Italia tra cui una sorpresa e una perdita di un candidato scalatore-politico. L’arcipelago vedrebbe 1 candidato ciascuno per l’estrema destra, il partito delle famiglie e La Margherita. La lista civica di centrosinistra ne avrebbe 2. Da questi ultimi potrebbe provenire il presidente dell’assemblea?

Le sorprese dei votanti avrebbero così determinato la scomparsa (temporanea) di uomini e raggruppamenti che sedevano in consiglio comunale da anni lontani? L’elettore è stato felice nelle sue scelte o l’ironia della sorte vorrà riservare queste nuove prospettive a Gaeta?

Per la prima volta entrerebbero giovani professionalmente qualificati, già legati ad un impegno per un difficile riscatto: questa considerazione vale anche per qualche consigliere di minoranza. Ma la curiosità maggiore sarebbe data dal candidato sindaco Magliozzi che andrebbe a sedersi all’opposizione, ove potrebbe svolgere il suo impegno politico legandolo agli otto anni di opposizione (1994-2002) e alla ricchezza culturale dei poco più di quattro anni di sindaco. Così dicendo Gaeta verrebbe arricchita dal nuovissimo e dal vecchio. Dispiace a questo proposito non vedere in consiglio comunale l’estrema sinistra a prescindere da chi dovesse vincere l’elezione. Gaeta si priverebbe dei canti dell’alba, dei progetti al centimetro per il piano regolatore, della luminosità data dalla felice Caserma Cosenz.

 

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