| Commenti alla risposta di Salvatore Delio al signor Antonio |
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| Scritto da Franco | |
Gaeta 20 settembre 2008 - Faccio
riferimento solo ai punti 4 e 5 della sua risposta al signor Antonio nella
quale lei cerca di spiegare per quale motivo è sua opinione che i concessionari
di uno specchio d'acqua sono soltanto autorizzati e rimangono possessori dei
pontili galleggianti posati su detto specchio (e meno male che questo lei lo concede) ma che non hanno
alcun diritto di utilizzare la parte circostante i pontili ormeggiandovi delle
imbarcazioni, a meno di non pagare un diritto di sosta al "potere pubblico
proprietario della costa".
Per proseguire nel suo esempio allora, quando un cittadino si reca in uno stabilimento balneare che gli fornisce dei servizi a pagamento su un'area ricevuta in concessione, oltre ad occupare la sdraio e l'ombrellone, dovrebbe versare al Comune un diritto di sosta per l'occupazione della parte di spiaggia sulla quale va a sdraiarsi per prendere il sole. Io credo che se il demanio ha potuto offrire in concessione dietro opportuno pagamento uno specchio d'acqua, evidentemente detto organismo può disporne ed è autorizzato a farlo, magari con il beneplacito del Comune, ma comunque riscuotendo esso solo i proventi. Le ricordo che la concessione riguarda un'area ben delimitata che non è ovviamente soltanto quella occupata dai pontili galleggianti, pertanto tutta l'area data in concessione è legalmente ed esclusivamente utilizzabile da chi l'ha avuta in concessione e nessun altro individuo né privato nè pubblico può pretendere da lui altre prebende; le faccio notare comunque che l'associazione Darsena San Carlo, concessionaria dello specchio d'acqua in questione, concede gratuitamente il passaggio alle imbarcazioni sia di alcuni pescatori sia di alcuni esercizi commerciali della zona e non limita l'ingresso a chicchessia visto che le scogliere sono sempre utilizzate da dilettanti della pesca e da bagnanti. Lasciando perdere ora le sue argomentazioni riportate nei suoi punto 4 e 5, approfitto per farle notare che lei parla sempre di "pochi privati" in contrapposizione "all'esclusione di tutti", anche se spesso si tratta di alcune centinaia di cittadini che unitisi e adoperandosi per anni anche con notevole dispendio di danaro hanno dato vita ad una realtà che al minimo si è tradotta per la città in un miglioramento di una sua zona fortemente degradata; sono poi sicuro che se le grandi difficoltà burocratiche e i clientelismi non avessero pesato su quei pochi privati bloccando ogni iniziativa di ampliamento, i soci oggi forse sarebbero migliaia e sono anche sicuro che però lei continuerebbe a parlare di "pochi privati" e lo farebbe anche se le migliaia diventassero decine di migliaia. Sì, perchè ho capito che lei desidera che la cosa sia PUBBLICA e non PRIVATA; il perchè però non l'ho capito o forse lo posso solo immaginare, ma non avendo elementi certi non mi azzardo neanche ad ipotizzarlo. In ogni caso comunque, anche migliaia di cittadini non sarebbero mai TUTTI e quindi la cosa rimarrebbe utilizzabile solo da pochi fortunati che sarebbero comunque dei privilegiati. E allora se lei vuole assolutamente che ogni cittadino sia felice, il problema non è pubblico o privato, il problema è riuscire a realizzare tanti attracchi da poter accontentare tutti quelli che desiderano averne uno; solo così non esisterebbero più privilegiati e forse lei sarebbe finalmente contento. Di conseguenza poichè è certo che l'iniziativa privata è sicuramente più fattiva e meno sprecona di danaro, basterebbe dare più spazio proprio a chi come quelli della Darsena San Carlo hanno già dato prova di riuscire a fare qualcosa di reale, per raggiungere il suo obiettivo. Vista la sua grinta allora, le chiedo puntualmente non di occuparsi di altro, ma di adoperarsi invece per far sì che organismi come quelli dell'Associazione Darsena San Carlo abbiano la giusta comprensione da chi deve concedere autorizzazioni e concessioni e vedrà presto un fiorire di così tanti attracchi (e senza che il Comune spenda un solo euro) al punto che ogni cittadino della nostra città non avrà altro da fare che pagare la sua quota di spesa per riuscire ad averne uno. Sono altresì certo che avendo la disponibilità di spazio, l’associazione potrebbe dare ingresso senza alcuna limitazione a tutti coloro che volessero seriamente appartenervi e versare una modestissima quota necessaria alla costruzione di altri pontili; le ricordo inoltre che l’associazione Darsena San Carlo non ha fini di lucro e dispone di professionisti tecnici ed amministrativi di alto livello che prestano la loro opera gratuitamente per cui è in grado di realizzare, come ha già dimostrato, impianti nautici a bassissimo costo e quindi alla portata di ogni cittadino.. Se allora la sua reale intenzione è quella di far sì che ogni cittadino che lo desidera, possa usufruire di un attracco per la propria barca, non potrà allora più dolersi del fatto che la cosa non sarà diventata pubblica, perché il suo obiettivo sarebbe stato raggiunto prima e meglio; se poi il suo interesse è un altro e pensa che al pari degli autovelox e dei posteggi a pagamento la costa della città debba essere una fonte di guadagno per il Comune, allora prosegua pure nella sua opera demolitrice. "Uno dei soci della Darsena San Carlo che approfitta per salutare".
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