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Home arrow Enogastronomia arrow Le cunette artificiali: Vero strumento di tortura per i cittadini di Gaeta
Le cunette artificiali: Vero strumento di tortura per i cittadini di Gaeta E-mail
Scritto da Franco Fellicò   
cunetta_ico.jpgGaeta 5 giugno 2008 - Siamo tutti cittadini desiderosi di vivere con meno problemi possibili, ma non ci rendiamo più conto che guerreggiando contro gli automobilisti non facciamo altro che colpire noi stessi dimenticando che nelle auto ci siamo proprio noi cittadini.

Si ha paura e vergogna di proferire parole in favore degli automobilisti come se essi fossero una categoria diversa da noi stessi, ma io penso che sarebbe ora di riflettere un pò di più su quanto esporrò qui di seguito.

Molto spesso i nostri mali provengono dalle azioni degli amministratori della città che spesso agiscono secondo proprie logiche che non tengono quasi mai conto dei desideri degli amministrati o quando ne tengono conto lo fanno senza considerare quanta parte dei cittadini concorda con i loro interventi.

Questa premessa è d’obbligo e vorrei che fosse tenuta bene in considerazione da tutti coloro che avranno la pazienza di leggere queste righe e specialmente da quei pochi (ammesso che ce ne siano) che hanno fatto istanza al Comune per ottenere l’installazione dei dossi artificiali nei pressi delle loro abitazioni.

Non si può non riconoscere che le strade urbane sono destinate ad essere percorse principalmente da mezzi su ruote; per i pedoni invece ci sono i marciapiedi e sono state istituite le strisce pedonali per consentire loro gli eventuali attraversamenti delle strade; così come è giustamente vietato alle auto di invadere i marciapiedi è vietato ai pedoni l’uso della strada se non utilizzando le apposite strisce per l’attraversamento.

Come sempre però nel nostro Paese la giustizia ha sempre un a doppia faccia e mentre si è sempre pronti a multare un automobilista che avesse l’ardire di invadere un marciapiede è veramente improbabile che un pedone venga analogamente multato per aver attraversata una strada al di fuori delle strisce pedonali.

Ma non basta, invece di pretendere che anche i pedoni rispettino le regole, si preferisce rendere ancora più difficile la vita degli automobilisti e si agisce contro di loro per garantire la libera circolazione dei pedoni anche sui luoghi destinati alle auto.

Una chiara prova di ciò è l’installazione delle ignobili cunette artificiali,  talvolta dette rallentatori.

L’assurdo è che l’amministrazione della città, che tra i tanti doveri ha anche quello di mantenere in ordine le strade, utilizza i nostri soldi per ricoprirle con un bel manto liscio di asfalto e poi, spendendo altri nostri soldi, le rende nuovamente inagibili installandovi sopra una serie di asperità artificiali.

I nostri amministratori continuano imperterriti in  questa direzione con le seguenti conseguenze:

  • I cittadini pagano due volte: per l’acquisto e l’installazione delle cunette e per riparare i danni che prima o poi verificheranno sulle loro autovetture
  • Chi è malato (come mia moglie che soffre di osteoporosi) deve sopportare frequentissimi sobbalzi obbligatori, che sono impossibili da evitare anche superando quegli ostacoli a velocità di pedone
  • Il traffico viene intralciato oltre misura dovendo procedere a singhiozzi
  • I consumi delle auto aumentano a causa delle continue decelerazioni ed accelerazioni
  • L’inquinamento aumenta perché è noto che ogni motore costretto a continue accelerazioni e decelerazioni produce molto più ossido di carbonio di quanto farebbe in una marcia a velocità più costante
  • L’estetica della città peggiora, perché indubbiamente tante cunette zebrate sono proprio un obbrobrio
  • I motociclisti e i ciclisti più degli altri devono prestare ancora più attenzione e rischiare anche delle brutte cadute (ma, una volta che questi cittadini hanno inforcata la moto o la bici, non sono più degni di attenzione e non devono essere più protetti?)

Di contro è facile notare che moltissimi automobilisti, forse perché non sofferenti e/o perché non si curano dei possibili danni all’auto, procedono come se le cunette non ci fossero e non rallentano affatto e quanto affermo vale perfino per i mezzi pubblici che scuotono senza alcuna attenzione i passeggeri, malati o non, non curandosi proprio delle asperità.

Si può dunque concludere che questa invenzione produca ben poco in termini di rallentamenti, determina solo fastidio e pericolosità e non può essere di interesse per nessuno se non per le ditte che producono e forniscono questi oggetti infernali ed incivili.

Ma c’è ancora una cosa che deve essere sottolineata: l’amministazione del nostro Comune non solo usa i nostri soldi per deturpare e rendere più pericolosa le nostre strade, ma lo fa senza neanche rispettare le leggi che esistono in materia.

A solo titolo di esempio ho esaminato nel dettaglio i dossi installati in via degli Eucalipti ed ho constatato che hanno un’altezza di cm. 5 e una lunghezza di cm. 90 e quindi non sono regolamentari; non lo erano prima, quando la velocità consentita era di 50 Km/h, né successivamente quando, avendo fatto notare all’assessore l’irregolarità, la soluzione del Comune fu quella di far apporre un cartello che limita la velocità a 30 km/h.

Infatti il D.L. 30/4/1992, n.285 “Nuovo Codice della Strada” all’articolo 179 comma 6 recita:

  • i dossi di cui al comma 4, sono costituiti da elementi in rilievo prefabbricati o da ondulazioni della pavimentazione a profilo convesso. In funzione dei limiti di velocita' vigenti sulla strada interessata hanno le seguenti dimensioni:
  • per limiti di velocita' pari od inferiori a 50 km/h larghezza non inferiore a 60 cm e altezza non superiore a 3 cm;
  • per limiti di velocita' pari o inferiori a 40 km/h larghezza non inferiore a 90 cm e altezza non superiore a 5 cm;
  • per limiti di velocita' pari o inferiori a 30 km/h larghezza non inferiore a 120 cm e altezza non superiore a 7 cm.
  • …….

In più la Direttiva Ministeriale 24-10-2000 pubblicata nella Gazz. Uff. 28 Dicembre 2000, n. 301 (Direttiva sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del codice della strada in materia di segnaletica e criteri per l’installazione e la manutenzione - 5.6 impieghi non corretti della segnaletica stradale complementare -) dove si legge negli ultimi due punti:

……

  • I dossi prefabbricati devono essere approvati; quelli eventualmente collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza, o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi.
  • Si rammenta che il loro permanere in opera, in caso di incidenti riconducibili alla loro collocazione, può dar luogo a responsabilità in capo a chi ne ha disposto la collocazione o a chi non ne ha disposto la rimozione.

CONCLUSIONE

Siamo di fronte ad un modo di agire prepotente di “chi è al comando” che ritiene di poter esser spregiudicato e irrispettoso delle regole e di poter disporre tutto quello che vuole, sicuro di non dover mai pagare le conseguenze di azioni anche illecite.

Oltretutto ci fa apparire come uno squallido paese di provincia visto che in tutte le strade delle grandi città questo malcostume non esiste.

La mia proposta è dunque quella di sollecitare la redazione di questo portale alla preparazione di un sondaggio attraverso il quale si possa verificare quanti cittadini sono veramente interessati a vedere tappezzata la nostra città di questi orrendi aggeggi; se il numero dei contrari sarà alto, penso che riusciremo anche a piegare la forza di chi stando al comando sembra aver dimenticato di essere tenuto a rispettare i desideri della cittadinanza.   

Chi desidera leggere le due inutili lettere che ho inviato al Sindaco  il 2 luglio 2007 e il 18 ottobre 2008 per sollecitarlo ad un intervento, le può trovare ai seguenti link:

http://lnx.ffellico.com/al_sindaco_1.htm
http://lnx.ffellico.com/al_sindaco_2.htm

Franco Fellicò


 

Pensieri Impuri

Gaeta - Meno male che c'è... Rosato
franco_schiano2.jpgGaeta 30 novembre 2008 - Si è giunti quasi alla mezzanotte per approvare l'assestamento di bilancio del Comune di Gaeta. Non è stata un'impresa facile, come avevamo facilmente pronosticato.
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Botteghe Oscure

botteghe_oscure_ico.jpgGaeta 1 novembre 2008 - In via delle Botteghe Oscure, a Roma, c’era lo storico quartier generale del Pci. Era il luogo in cui si tessevano le trame più segrete fra i dirigenti e gli emissari della grande Unione Sovietica, dal cui utero fecondo sarebbe dovuto nascere il sol dell’avvenire.

Giuditta e Oloferne - La testa dell'assessore
giuditta_oloferne.jpgLe pressanti richieste di visibilità politica (e di un assessorato) del PD mi fanno tornare in mente questo famosissimo quadro perché, se è vero che l'amerikano dovrà accontentare il PD è altrettanto vero che dovrà sacrificare almeno una delle nobili teste dei suoi cavalieri.
IMPRESSIONI DI SETTEMBRE
urna_elettorale.jpgGaeta 15 settembre 2008 - «La scelta del candidato del PD alla presidenza della Provincia di Latina non può avvenire senza prendere in considerazione l'esperienza di Gaeta e la mia personale».
Degrado della città di Gaeta 2
gaeta_banchina_caboto.jpgNon credo proprio che la causa del degrado della città di Gaeta, sia dovuta dalla gestione dell'attuale giunta Comunale. Ma perchè nella passata  legislazione cosa è stato fatto di diverso o di meglio?
Gaeta off-limits, no Fontania
serapo_ico.jpgGaeta 28 agosto 2008 - Non mi stancherò mai di ripeterlo!!!!!!!! Il nostro Comune è alla mercè delle solite famiglie, che con le loro attività commerciali,nate anche con l'ausilio dei soldi (nostri) della famosa CASSA DEL MEZZOGIORNO, hanno monopolizzato tutta la cittadina.
La lunga estate calda
serapo_ico.jpgGaeta 21 agosto 2008 - Un'altra estate sta passando e, come al solito, montano le polemiche sui molti mali che affliggono Gaeta.
Il turismo gaetano
arresto_polizia.jpgGaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte dell'assessore al turismo Reale ed alla cultura Di Ciaccio,il quale và in netto contrasto con l'operato della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego della Guardia di Formia, comandata dal Capitano Lo Bello.
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key.jpgGaeta 2 agosto 2008 - Il testimonial migliore dell’urgenza di cambiare: nessuno meglio dell’amerikano rappresenta una città incapace di andare avanti e di prendere decisioni, nessuno meglio di lui simboleggia l’arte di “tirare a campare”, una pratica in cui il compromesso e il temporeggiare prevalgono su ogni cosa, con il puro scopo di garantirsi la sopravvivenza, costi quel che costi.

 

Il paese dei balocchi?
balocchi.jpgGaeta 27 luglio 2008 - Complimenti alle autorità inquirenti e di Polizia  che hanno portato a termine la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.
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