| A.Ma.Re. Gaeta interviene in merito allo sviluppo della Portualità gaetana |
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| Scritto da Paolo Angeletti - Socio A.Ma.Re. – Gaeta | |
Gaeta 6 maggio 2008 - Fin dalla propria nascita, A. Ma. Re.
Gaeta, ha cercato di tracciare, con i primi articoli divulgativi, un realistico
profilo "dell'uomo di mare", purtroppo spesso etichettato come
"persona che non era in grado di capire, perchè non c'era", cioè
assente dal proprio contesto sociale sia pure per lavoro!
Questi tentativi, hanno innescato un'inevitabile presa di coscienza tra gli associati, che sono ormai 500, sulla necessità di esserci con un'aggregazione che trova conformità nel suo statuto basato su un'etica liberale propositiva, forte della disponibilità del suo bagaglio di professionalità ed esperienze marittime/portuali; perciò decisa a cogliere tutte le opportunità di partecipazione ed esprimersi in qualsiasi confronto culturale e sociale attinente al mare. Un opportuno passaggio di testimone nel direttivo assicura un'assidua presenza per esplicare tutte le concrete funzioni sociali e rispondere a tutte le necessità occupazionali e assistenziali degli uomini di mare, di qualsiasi età e categoria e soprattutto interessarsi allo sviluppo del proprio paese guardando sempre il mare e in particolare al porto. Il primo passo per entrare nel dibattito sulla realtà gaetana in materia di organizzazione per la gestione dei traffici marittimi è stata una missiva per il primo cittadino Dott. A. Raimondi, con cui A. Ma. Re. chiedeva con vari punti l'analisi dell'attuale tipologia gestionale del porto, che secondo la legge rimane pubblico a tutti gli effetti. In essa si chiedeva inoltre una verifica del mancato e specifico impiego delle infrastrutture portuali esistenti, già da tempo realizzate con fondi pubblici, con scopi ed obbiettivi progettuali ben precisi, lasciate però nel corso degli anni pressoché inutilizzate; nonché la verifica dei motivi della perdita delle diverse opportunità offerte negli anni dall'armamento, fortemente interessato ad incrementare e diversificare nel nostro porto il trasporto marittimo con nuovi cicli produttivi. Oggi l'onorevole Fabio Ciani, Presidente in carica dell'autorità portuale di Civitavecchia - Fiumicino - Gaeta, in un articolo pubblicato su "Porto Nuovo", periodico quindicinale d'informazione dell'ANCIP dell'Economia del mare e dei Trasporti, a tiratura nazionale, conferma che "si sta prodigando per rilanciare e far sviluppare il porto di Gaeta; e questo lo fa di comune accordo con le Amministrazioni Locali, gli imprenditori ed i cittadini".
Nello stesso articolo afferma di "voler rivedere e programmare un'azione condivisa anche dalle istituzioni di rilancio delle attività esistenti, come il traffico agroalimentare e croceristico delle autostrade del mare". Non a caso l'On Ciani mette in rilievo anche la sua visione dell'attuale attività portuale di Gaeta: troppo "ancorata ad uno sviluppo ed una crescita lenta" ed invita a "ricominciare ad operare in modo più produttivo", contando di "dotare lo scalo, orientato prevalentemente all'agroalimentare, di tutte le strutture necessarie per lo sviluppo economico anche di tutto il Sud Pontino, specializzando e organizzando collegamenti con le isole attraverso i progetti della Regione Lazio e del Governo per quanto attiene alla viabilità; un collegamento diretto con il MOF di Fondi che permetta di sviluppare sia il porto che il Golfo di Gaeta". Il Presidente conferma le opere di dragaggio e di ampliamento del piazzale dello scalo e fa riferimento alla prima fase dei lavori dedicata al trasferimento degli impianti di acquacoltura per permettere l'avvio dei programmati traffici Ro-Ro, per inserire Gaeta nella rete delle Autostrade del Mare e parla inoltre della riconversione del Pontile Petroli, sostituito da un parco boe in rada, per il traffico croceristico. Di tutta questa riorganizzazione complessiva se ne è parlato nel Comitato Portuale: specificatamente sono stati affrontati i temi riguardanti il piano di utilizzazione delle aree portuali in attuazione del Piano Regolatore. Con queste premesse, L'Associazione ha fondati motivi, senza ombra di dubbio, per credere che l'impegno e la volontà dell'Amministrazione locale sia quello di condividere e, ove possibile, farsi promotore per realizzare, quanto prima, il programma di sviluppo proposto dall'Autorità Portuale attraverso proprio il piano di utilizzazione delle aree portuali. A.Ma.Re. - Gaeta, fin dalla sua nascita, ha cercato di affrontare questi temi, in maniera molto discreta, parlando di diversificazione dei traffici sia per l'utilizzazione delle infrastrutture esistenti realizzate per questo tipo di sviluppo produttivo, che per il non sempre corretto svolgimento delle operazioni di movimentazioni delle merci polverose, per anni lamentato dalla comunità. Oggi l'Associazione condivide appieno i contenuti progettuali di rilancio e sviluppo e si augura che si riesca "a salpare da quell'ancoraggio", fino ad ora a perfetta tenuta, mantenendo l'operatività portuale in un ambito produttivo di rinfuse, certamente non coincidente con gl'interessi della collettività, malgrado già esistesse le necessarie premesse infrastrutturali.
Dopo tutto, ricordando ancora una volta che si parla dello sviluppo di un porto pubblico gestito da privati, l'associazione ha ragione di credere che solo con lo sviluppo e l'acquisizione di altre diverse tipologie di traffico il porto sarà maggiormente asservito al "bene comune", oltre che maggiormente rispondente alle esigenze di mercato sul quale và a collocarsi. Alle Autorità Competenti, quindi, chiede maggiore impegno nella vigilanza e controllo sull'equità dell'applicazione delle norme e delle regole, sia per ciò che attiene l'organizzazione delle strutture esistenti e future, che per la sicurezza del lavoro ed il rispetto dell'ambiente. L'associazione, come tutti i cittadini chiamati giustamente in causa dallo stesso Presidente dell'Authority, oltre a sensibilizzare l'attenzione sulla necessità di un organico piano di sviluppo che scenda nei dettagli della destinazione d'uso di tutta l'importante fascia del Lungomare gaetano, auspica la possibilità di concretizzare quella struttura gestionale della Portualità, condivisa dall' Amministrazione locale: Comune - Autorità Marittima - Asl e soprattutto dalle forze imprenditoriali come agenti "propulsori più che semplici fruitori". Questo, per il paese tutto, significherebbe soprattutto occupazione specializzata diretta e nell'indotto, che necessariamente verrebbe ad organizzarsi, dando concreti sbocchi alle attività formative già esistenti nel settore potenziandole e rendendole più rispondenti alle nuove esigenze auspicate, riguardanti le aree commerciali, operative, tecniche e logistiche per una più adeguata gestione nel rispetto delle regole della sicurezza e igiene del lavoro, oggi non più trascurabili! Sia nei traffici esistenti che nei nuovi cicli operativi proposti. |

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