| Il decoro e la dignitą smarrite di Piazza De Vio a Gaeta |
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| Scritto da Marcello Caliman | |
Gaeta 17 aprile 2008 - Italia Nostra Sezione del Golfo di Gaeta ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta al sindaco Antonio Raimondi e al presidente del consiglio comunale Lino Magliuzzi.
"Scriviamo a entrambi - osserva il presidente - poiché desideriamo tramite i due autorevoli destinatari porre all'attenzione dell'intera giunta e di tutti i consiglieri comunali il disagio in cui versa quotidianamente piazza De Vio, su cui si affaccia il palazzo del Cardinale Tommaso De Vio, sede degli uffici dell'Arcidiocesi di Gaeta e del Museo Diocesano. Innanzitutto una riflessione: possono dirci i gaetani, cittadini della più bella località del Golfo e a cui da il suo nome, quali sono le realtà istituzionali presenti sul suo territorio comunale? Se escludiamo la base della Marina Militare e in particolare del naviglio della US NAVY, di cui in particolare si parla di un trasferimento al porto militare di Taranto tra cinque anni, e la sede arcivescovile cosa altro ha Gaeta? Come i petali che vengono staccati uno dopo l'altro a una margherita così Gaeta passo dopo passo ha perso tutto, e di più. La Guardia di Finanza ha ridotto al minimo la sua presenza, addio alla Scuola Allievi Finanzieri di Mare che si era trasferita a Gaeta dall'italiana Pola dopo il passaggio della città all'Jugoslavia, addio alla Brigata della Guardia di Finanza trasferitasi a Formia, addio ai servizi più qualificanti dell'Ospedale Mons. Luigi Di Liegro in attesa del suo definitivo trasferimento a Formia con l'inaugurazione del Policlinico del Golfo, per tutti gli altri uffici pubblici dalla sede decentrata della Provincia di Latina a tutto il resto pregasi recarsi a Formia. Ebbene nel giro di cinque anni che cosa avrà Gaeta di peculiare che non hanno Fondi, Formia e Minturno? La sede dell'Arcidiocesi. La storia ha favorito la scelta di Gaeta con le successive soppressioni delle sedi vescovili di Minturno, di Formia e nell'ottocento di Fondi. Poi l'esilio di Papa Pio IX per i fatti risorgimentali ha dato a Gaeta una risonanza internazionale e il titolo da diocesi ad arcidiocesi". Quindi Italia Nostra si chiede che cosa sta facendo l'amministrazione comunale per dare dignità al luogo dove ha sede l'ufficio dell'Arcivescovo e di tutti i servizi diocesani, oltre che un Museo che molte località ambirebbero avere. La prima associazione ambientalista italiana osserva: "Piazza De Vio è assediata letteralmente dal parcheggio selvaggio e da servitù concesse a servizi di ristorazione che occupano quote sensibili della stessa piazza, senza contare un uso "improprio" con comizi elettorali e concerti rock con palchi che impediscono persino di entrare comodamente nel palazzo vescovile e nel museo attiguo. Ma perché il Comune non comprende l'onore che la storia e la chiesa cattolica hanno riservato alla città che amministrano dandole la sede ordinaria di un principe della Chiesa? Quando si giunge dinanzi alla piazza si ha persino difficoltà a procedere per la cattedrale per il numero di auto parcheggiate in modo irregolare e fuori dalle strisce. Dinanzi alla catena che interclude l'ingresso alla piazza parcheggiano sistematicamente vetture e furgoni che impediscono persino la veduta del sito. Due locali pubblici di ristorazione "assediano" il sito monumentale. Ma si può portare una pietanza dalla cucina interna a un locale sino a un luogo all'aperto attraversando la strada, tra auto che procedono la loro corsa? La sede arcivescovile è luogo costante di visita di autorità civili, militari, diplomatiche e religiose e a qualsiasi ora. Debbono accedere in queste condizioni? E non esiste una legge che prevede aree di rispetto dei siti monumentali e sede di beni culturali?" Opportuna una replica. |

Gaeta 17 aprile 2008 - Italia Nostra Sezione del Golfo di Gaeta ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta al sindaco Antonio Raimondi e al presidente del consiglio comunale Lino Magliuzzi.