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Primavera in musica con la manifestazione “Pasqua Jazz” 2008 E-mail
Scritto da Il presidente della Pro Loco Fondi - Gaetano Orticelli   
pilar1Fondi 23 marzo, ore 21, piazza San Francesco - L’apertura verso la bella stagione, quello che la Città di Fondi offre quale “assaggio primaverile” del suo (ormai ricco) menù estivo d’iniziative di spettacolo, di squisito interesse culturale e turistico. Arriva, ormai puntuale insieme alle festività pasquali, la quinta edizione di “Pasqua jazz” che si terrà domenica 23 marzo alle ore 21 in piazza San Francesco.

 


Sono ormai piuttosto numerosi a Fondi gli appassionati di questo genere di musica, così come in tutta la provincia di Latina e nella regione Lazio. È da questa constatazione che si è concretizzata  l’iniziativa alla quale collaborano la Pro Loco di Fondi e Magic Service, sotto il patrocinio dell’Assessorato al Turismo del Comune di Fondi, della Amministrazione Provinciale di Latina, della Regione Lazio.

La data ben si presta per coronare le festività pasquali con un sano e vivace divertimento offerto, a residenti e turisti, da artisti di rilievo internazionale nel panorama del jazz&blues.

Un grande palcoscenico, un parterre con posti a sedere, uno spazio delimitato che diventa una quinta naturale con giochi di luci ad enfatizzare il suono ed il ritmo che si sprigionerà dagli strumenti suonati ad arte dai protagonisti.


Quest’anno, ad esibirsi insieme ai nove elementi del suo gruppo sarà la cantante “Pilar” al secolo Ilaria Patassini.


Biografia di Pilar:

 

pilarIlaria Patassini nasce a Roma il 5 febbraio 1976, inizia gli studi musicali presso la Scuola di Musica Popolare di Testaccio. Dal 1994 effettua diverse esperienze nel repertorio jazzistico e musica leggera esibendosi nel circuito dei locali romani. Inizia gli studi accademici e si diploma brillantemente in Canto presso il Conservatorio di Avellino. Si perfeziona con la Prof.ssa Barbara Lazotti, con il soprano Margaret Baker presso l’Ateneo della Lirica a Sulmona, alla “Scuola Hugo Wolf” ad Acquasparta e al Mozarteum di Salisburgo con il M° Elio Battaglia.

Svolge attività concertistica con la clavicembalista Sandra La Penna con un repertorio di musica barocca e in Duo con la pianista Marina Mezzina, con cui è risultata vincitrice di numerosi concorsi di Musica da Camera. E’ iscritta al secondo anno accademico del corso sperimentale “Repertori vocali da Camera” presso il Conservatorio “Perosi” di Campobasso.

Come cantante solista dell’ensemble Sinenomine ha cantato a Roma presso “La Palma”, a Latina per la rassegna “Latina Jazz”, al Festival della Val d’Orcia, a San Felice Circeo per il Festival “Il canto di Eea”, a Giove per il festival “Il sole e la luna”, a Napoli per la rassegna “Napoli città d’arte”, a Teano nel festival “I Teatri di Pietra”, presso i Giardini della Filarmonica a Roma nella rassegna “I solisti del Teatro” con lo spettacolo “Canti di terra, Canti di luna” per la regia di Laura de Strobel. La formazione è stata ospite di Rai Radio Tre per lo spazio “La Stanza della Musica” e di Radioinblu per lo spazio “Vivo di musica” con dei concerti in diretta radiofonica.

Dal 2002 è la voce solista del gruppo Ecovanavoce con cui ha svolto concerti per il Comune di Roma, a Teano per la rassegna "La voce e la musica” , al teatro “Erwin Piscator” di Catania, a Sessa Aurunca e a Santa Maria Capua Vetere per la rassegna “Festa dell’arte”, presso l’Università “la Sapienza”, a Volterra e ad Alessandria d’Egitto per l’organizzazione “Euro-Mediterraneo Culture dei Mari” di Como e per il festival “ Il Canto delle Pietre”, allo spazio “Rialto Sant’Ambrogio” e alla Centrale Montemartini di Roma.

Nel 2004 lavora nello spettacolo teatrale “ Odisseo – Delle Donne e Della Tempesta” per la regia di Aurelio Gatti che debutta al teatro Bellini di Napoli e prosegue nella tournèe estiva nel Lazio, in Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia. In ottobre lo spettacolo debutta anche a Roma presso la Sala Umberto.

Nel 2003 e 2004 lavora come cantante-attrice nello spettacolo teatrale “Le Trachinie” per la regia di Giancarlo Nanni e con le musiche originali di Paolo Vivaldi, spettacolo che debutta a Roma nel 2003 presso il teatro “Vascello”, nel dicembre 2003 a Città della Pieve, nel 2004 in Turchia, ad Istanbul e Ankara, nel 2005, tra gli altri, al Duse di Bologna, alla Pergola di Firenze e a Tokyo. Sempre per Paolo Vivaldi partecipa come voce solista ad alcune colonne sonore per la produzione di Rai Trade. Tra i progetti futuri, nel 2005 sarà la nuova voce solista nella tournèe estera dello spettacolo “Tributo ad Hebert Pagani”.

Nel 2004 dall’incontro con il trombettista e compositore Franco Piana e il paroliere Fabio Stassi nasce un originale sodalizio artistico, dove Pilar compare anche come autrice. Nelle  sue canzoni convergono, in una sorta di pop da Camera, sonorità mediterranee e acustiche, la tradizione melodica italiana e una particolare attenzione ai testi e alla vocalità.

Con la sua band a Roma suona dal vivo all’“Alexanderplatz”, da “Bibli”, al “Circolo degli Artisti”, “Il Pentagrappolo” e “Il Teatro dei contrari”. Insieme alla produzione artistica del Teatro Vascello, ha ideato e curato la rassegna di canzoni d’autore “Canzoni in Hppattoio”, in scena tra gennaio e febbraio 2005, che ha coinvolto, oltre a Pilar, tre giovani cantautori romani, Pier Cortese, Marco Fabi e Simone Cristicchi. Nell’aprile 2005 viene selezionata come finalista nella macro area Lazio-Abruzzo del concorso nazionale “Primo Maggio tutto l’anno”.


INTERVISTA

Tra musica e caffè senza zucchero

Pilar si racconta a Tgcom

Se le radici di un musicista sono la musica che ascolta, non c'è da meravigliarsi che l'albero di Pilar abbia tante foglie di forme e colori diversi: Dulce Pontes, Noa, Ivano Fossati, Paolo Conte, Mozart, "ma adoro anche ascoltare il silenzio". Pilar, all'anagrafe Ilaria Patassini, frizzante romana, in finale alla XVIII edizione del Musicultura Festival (vinto in passato da Povia e Cristicchi), si racconta a Tgcom.

La prima domanda sembrerà banale e scontata, ma togliamoci subito il pensiero: perché "Pilar"?

Perché è la sintesi di tante cose, a cominciare dal mio nome: Ilaria Patassini. Mi sembrava troppo lungo, ma non volevo che si perdesse il mio cognome, che è una parte importante di me: la P è l'iniziale del cognome e ILAR ovviamente riprende il mio nome.

E l'idea della sintesi è anche un elemento fondamentale delle mie canzoni: la fusione di tante cose che faccio, come teatro e musica. Sono molto legata a questo nome anche perché mia madre -cresciuta in Costarica- voleva chiamarmi così: è un nome molto bello, legato anche a personaggi di libri, come "Per chi suona la campana" di Hemingway.

Nient'altro?

Effettivamente ci sarebbe ancora una cosa: Pilar significa "pilastro" e quindi definisce anche il mio modo di essere. Da un lato è attaccato alla terra, ma ha anche un'iconografia religiosa, sottolineando un concetto etereo.

Musica, foto, teatro, scrittura. Ma il punto di riferimento qual è?

Ovviamente mi ritrovo di più nella musica, ma mi riconosco nel mondo dell'espressività in genere.

Passiamo ora al tuo lavoro: un cofanetto con cd, dvd e un libretto di foto, con pensieri e commenti. Lo hai chiamato "Femminile singolare".

E' un titolo voluto perché semplificativo del mio mondo e di ciò che faccio. Non mi andava di chiamarlo col titolo di una canzone o col mio nome. E' anche per specificare il mio punto di vista soggettivo sul mondo, un punto di vista femminile.

L'immagine scelta come copertina è una tua foto dove si evidenzia il dettaglio dell'orecchio. Una foto a cui sei paricolarmente legata o un chiaro messaggio per comunicare col tuo pubblico?

Mi piaceva moltissimo l'idea del vedo-non vedo: il cofanetto è ricco di immagini e volevo che almeno come primo impatto mi si immaginasse. Poi l'orecchio è secondo me una parte molto importante: quello che ho fatto è il frutto di quello che ho ascoltato. In un mondo in cui si parla troppo, l'ascolto diventa fondamentale. Il gesto di toccarsi l'orecchio è molto femminile e quindi riprende anche il titolo.

Il progetto che ha dato vita all'album è nato due anni fa. Com'è andata?

Diciamo che due anni fa è iniziata la mia collaborazione artistica con chi ha contribuito al cofanetto, come Franco Piana e Fabio Stassi. Poi un anno fa è arrivata la possibilità di concretizzare questo progetto. E ora sono in finale per la diciottesima edizione del Festival Musicultura, il prestigioso concorso vinto in passato anche da artisti come Povia e Simone Cristicchi.

Parlaci del disco. Perché hai scelto di proporre solo dieci canzoni? Una scelta controcorrente rispetto alle tendenze discografiche di oggi, dove spesso si accostano pezzi inediti e cover strumentali.

Perché mi piaceva di fare un disco come si usava una volta: ogni canzone ha un suo microcosmo, a differenza delle tendenze di oggi.

Ma ce n'è una a cui sei legata in particolare?

Ogni canzone ha una sua valenza e una sua importanza: ad esempio, con Piuma e Scacco matto ho vinto concorsi, in Alma Fluvial e Curre a mamma toja c'è dentro tutto il mio essere mediterranea. Ogni pezzo ha un suo percorso.

Nelle tue canzoni metti molto di te e di ciò che sei, ma quali sono le tue influenze esterne? quale musica ascolti?

Mi piace ascoltare di tutto: Dulce Pontes, Noa, De Andrè, Paolo Conte, Fossati, Vinicio Capossela, Fossati. Ma anche Mozart e la musica da camera. Poi adoro ascoltare musica che nessuno ascolta: il classico cd sconosciuto trovato per caso. Devo ammettere però che mi piace anche non ascoltare nulla: adoro il silenzio.

Dopo questa immersione nella tua vita attraverso la musica, c'è qualcosa di te che non è emerso e che vorresti dire?

(Ride) Sì, il caffè lo prendo senza zucchero.

(a cura di Marco Croci)


 

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