| “Pinocchio”in versione teatrale sbarca domani all’Ariston di Gaeta |
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| Scritto da Franco Schiano | |
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A Gaeta proseguono gli innesti di danza e teatro contemporaneo nella stagione di prosa del Teatro Ariston, grazie al progetto Teatri nella Rete promosso dalla Regione Lazio e realizzato dall’Ente Teatrale Italiano, in collaborazione con la Provincia di Latina e il Comune di Gaeta, la Città di Formia, e co-finanziato dal Ministero per i Beni e le attività Culturali. Dopo il successo di Bolero del Balletto di Roma, primo appuntamento di Teatri nella Rete a Gaeta, si prosegue con Pinocchio del Teatro del Carretto. Un compagnia di prosa, che non disdegna puntate nella sperimentazione nella ricerca, ma con garbo e senza esagerazioni. Geppetto sogna di fabbricarsi un burattino meraviglioso i di girare con costui il mondo: viaggio da clown, da circo, avventuroso e illusionistico. Pinocchio fa suo il sogno di Geppetto. Per realizzare quel sogno, egli dovrà toccare il fondo della sventura, fino a quando trasformato in somaro, sarà Stella della danza nel circo del Paese dei Balocchi. E rischierà di diventare una pelle di tamburo per la banda. Una versione noir ed a tratti crudele del capolavoro collodiano, diretta da Maria Grazia Cipriani, che indaga le profondità oscure della fiaba; una moderna metafora del burattino di legno creato per consolare la solitudine di un padre, della fata dominata dal terrore di abbandonare e di essere abbandonata, e del circo crudele che si muove intorno a loro. Interpreti: Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia, Giacomo Mezzani, Elena Nenè Barini, Nicolò Belletti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambero. Suono: H:Westkemper; luci: A: Linzalata Il Teatro del Carretto, fondato a Lucca nel 1983, da sempre basa la sua ricerca espressiva sull’adesione al mondo dell’immaginario e del meraviglioso, seguendo un’idea di teatro raffinata, di estrema cura nella ricerca drammaturgia e nella trasfigurazione fantastica delle immagini. Maria Grazia Cipriani - co-fondatrice della compagnia con Graziano Gregori, che cura le scene e i costumi dello spettacolo - rilegge così anche Collodi, trasformando il burattino in una sorta di maschera teatrale che contiene in sé la commedia popolare, la tragedia, il melodramma, in uno spazio scenico concepito come un agone circense. Il risultato è una messinscena affascinante e dura, in bilico tra sogno e realtà, dove la musica e la parola, la maschera e la nudità, l’attore e il burattino, nella migliore tradizione del Teatro del Carretto, convivono in una dimensione fortemente onirica. Info: 0771.463067
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