| GDF: 65 anni fa affondava il Regio Dragamine “R.D. 36” **video** |
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| Scritto da Ufficio Stampa GDF | |
Gaeta 20 febbraio 2008 - Si è svolta oggi, presso La Scuola Nautica della Guardia
di Finanza di Gaeta, la cerimonia commemorativa del 65° Anniversario
dell’affondamento del Regio Dragamine “R.D. 36”, alla presenza di
autorità civili, militari e religiose locali.Con la cerimonia di oggi si è voluto celebrare degnamente il deliberato sacrificio dell’equipaggio del Dragamine della Regia Guardia di Finanza. L’unità navale era un Dragamine costruito nel 1918 per combattere la I^ guerra mondiale. Fu assegnata alla Regia Guardia di Finanza nel 1939 ed era già logorata da lunghi anni di servizio, quando venne mobilitato a favore della Regia Marina all’ingresso dell’Italia nel II^ conflitto mondiale. Fu aggregato all’11^ Squadriglia della VII Flottiglia RR.DD. con base a Porto Empedocle. Durante il secondo conflitto mondiale l’unità portò a termine 317 missioni di dragaggio esplorativo ed esecutivo, di ricerca, distruzione o recupero di mine alla deriva, di trasporto uomini e materiali nelle isole Egadi, percorrendo complessivamente 18.709 miglia per 2766 ore di moto. Il 21 agosto 1941, alle ore 06,30, l’unità navale ebbe il battesimo del fuoco subendo un attacco aereo mentre, in collaborazione col dragamine ausiliario “R. 189”, stava operando in una missione di dragaggio nelle acque di Pozzallo. Nell’azione cadde eroicamente il comandante, brigadiere Francesco Mazzei e due membri dell’equipaggio, i finanzieri Russo ed Esposito e l’unità, seppur danneggiata, reagì con decisione respingendo l’avversario. L’R.D. 36 venne quindi trasferito in nord Africa e dall’8 settembre 1942 faceva base a Tripoli. La guerra andava male per le forze dell’Asse, l’armata italo tedesca era stata fermata sulla linea di El Alamein e il 23 ottobre l’ottava armata britannica iniziò un’offensiva che doveva portare il 23 gennaio 1943 all’occupazione di Tripoli. Il 19 gennaio 1943 il Comando di “MARILIBIA” ordinò l’evacuazione della città e l’immediata partenza da quel porto di tutte le unità efficienti. La notte del 20 gennaio 1943, un convoglio di navi italiane scortate dall’R.D. 36 fu attaccato a circa 20 miglia da Zuara, da due cacciatorpediniere britannici. Il dragamine “R.D. 36” aveva a bordo il Comandante della squadriglia, T.V. Di Bartolo che, pur nella consapevolezza della sproporzione delle forze contrapposte e per dare possibilità di salvezza alle navi scortate ed alle centinaia di persone ivi imbarcate, ordinò all’R.D. 36 di attaccare i caccia avversari. Il piccolo dragamine fu ben presto sopraffatto dal fuoco nemico e affondò con tutto il suo equipaggio. Analoga sorte toccò all’unità gemella “R.D. 37”. L’azione di copertura permise alle unità navali scortate di raggiungere la costa e, anche se vennero successivamente raggiunte ed affondate, molti dei loro naufraghi riuscirono a salvare la loro vita raggiungendo la vicina spiaggia. A seguito dell’atto eroico, la “Bandiera di Guerra” del dragamine “R.D. 36” e il suo equipaggio furono decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari tra cui il Sindaco di Gaeta – Dott. Antonio Raimondi, che hanno preso imbarco a bordo della N/S “Giorgio Cini”. La nave Ammiraglia del Corpo ha raggiunto le acque a largo di Punta Stendardo e sul ponte lance il Comandante della Legione Allievi di Bari – Gen. Div. Luciano Pezzi ha effettuato una breve illustrazione dell’evento con lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare. A seguire vi è stata la resa degli onori da parte di un picchetto d’onore, la benedizione della corona da parte del II Cappellano Militare Capo – Don Salvatore Meoli, dopodiché la stessa corona è stata lanciata in mare accompagnata dal suono delle sirene delle unità navali. Particolarmente suggestivo è stato il silenzio eseguito dalla tromba di un finanziere della Fanfara della Legione Allievi di Bari mentre, Don Salvatore Meoli - II Cappellano Militare Capo, recitava la Preghiera del Finanziere. Alla cerimonia ha preso parte la Signora Silvana Lagana’, figlia del brigadiere Pietro Laganà imbarcato come meccanico sull’”R.D. 36”. All’epoca del tragico evento la signora aveva pochi mesi e il Padre, trasferito da tempo in nord Africa, non ebbe la fortuna di vederla. La cerimonia è stata particolarmente significativa per la partecipazione dei Marescialli Allievi ormai prossimi a raggiungere i reparti operativi: ad essi è stato additato l’esempio dei finanzieri dell’”R.D. 36” e il compito di perpetuarne lo spirito ed il senso del dovere. |

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