| UN MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA PESCA |
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| Scritto da Erminio Di Nora | |
2 febbraio 2008 - OBIETTIVI RIVOLTI ALLA GESTIONE INTEGRATA DELL’AMBIENTE COSTIERO DEL PARCO DELLA RIVIERA D’ULISSE
1. Premessa La fascia costiera riveste un ruolo di estrema importanza per la moltitudine di fenomeni biologici che la caratterizzano e per la pressione antropica a cui è sottoposta, sia direttamente che indirettamente. La crescente antropizzazione delle coste, l’estensione dell’agricoltura e delle zootecnie intensive, il processo di industrializzazione progressiva, il forte sviluppo delle attività turistiche, l'erosione delle coste, l'irrazionale sfruttamento delle risorse, sono tutti processi che alterano l'equilibrio della fascia costiera. Inoltre l’ambiente costiero riveste una notevole importanza anche dal punto di vista socio-economico e da quello sanitario, in quanto vi si svolgono una gran numero di attività (industria, pesca, acquacoltura, turismo balneare e nautico, portualità, ecc.) che entrano spesso in conflitto tra loro, comportando talora gravi ripercussioni nei settori di volta in volta interessati.Gestire la fascia costiera, nell'ottica dello sviluppo sostenibile, vuol dire armonizzare l'integrità dell'ecosistema con i processi e le attività economiche che insistono nelle zone marine costiere, e gestire situazioni conflittuali che nascono dalla sovrapposizione di interessi economici ed ecologici con caratteristiche spesso antitetiche. Ciò richiede un approccio e una formazione multidisciplinare, ma soprattutto un rapporto uomo-mare che trovi il giusto equilibrio tra le diverse esigenze umane e la conservazione ambientale.Un corretto programma di organizzazione del territorio applica le leggi cardine dell’ecologia moderna e soprattutto realizza il principio della contiguità nel mosaico territoriale di fasce soggette allo sfruttamento delle risorse e di zone coperte da tutela. Oggi sta crescendo la determinazione che un buon uso di tale spazio vitale non può che discendere da un approccio “integrato”.L’approccio integrato nella gestione è un tentativo di generare relazioni corrette tra le parti, escludendo quelle attività che causano più danni che reali benefici, più costi reali che ricavi. In questo scenario complesso, la pesca e la produzione ittica in generale giocano un ruolo centrale nell’ambito della fascia costiera, sia per i potenziali che esprimono nel sistema agroalimentare nazionale e comunitaria che per la sensibilità che mostrano ad impatti eccessivi, che vanno dal sovrasfruttamento alle modificate condizioni degli ecosistemi costieri.Nel mondo della pesca va sempre più diffondendosi la consapevolezza che si tratta di un’attività soggetta non solo a regole economiche, ma soprattutto a regole ecologiche e che la prosperità delle imprese dipende dallo “stato di salute” e dalla disponibilità della risorsa.Una moderna gestione della fascia costiera deve infatti passare attraverso una saggia politica di conservazione delle risorse e del loro ambiente cosi' come indicato dal "codice di condotta per una pesca responsabile (FAO, 1995) e rafforzato negli ultimi piani triennali della Pesca ed Acquacoltura (MIPAF) e come indicato dall'apposita normativa regionale.La "gestione" della fascia costiera in aree complesse come il Golfo di Gaeta appare un’esigenza sempre più pressante ed impellente; sebbene essa sia da più parti, richiesta ed auspicata, raramente si è provveduto ad attivare azioni concertate mirate ad un razionale utilizzo delle risorse e delle potenzialità della fascia costiera e ad una autoregolamentazione da parte degli operatori del comparto della pesca. In quest’ottica risulta interessante effettuare uno studio mirato alla gestione della fascia costiera del Lazio meridionale, dal momento che è carente una programmazione generale di sviluppo socio-economico razionale che ha causato un certo degrado sia della fascia costiera terrestre che dell’ambiente marino antistante. Una corretta gestione della fascia costiera può essere quindi realizzata solo possedendo il maggior numero di informazioni sulle varie componenti che interagiscono con essa e tra loro, ovvero sulla pesca, sullo stato delle acque, sul grado di antropizzazione della costa, sulla bionomia dei fondali, sulle fonti inquinanti, sulle zone protette, sugli strumenti urbanistici, sull’impatto del turismo e sulla maricoltura eventualmente praticata.A fronte di questo stato, il presente progetto ha come fine ultimo quello di proporre per un significativo tratto costiero della Provincia di Latina, un sistema di gestione integrato della fascia costiera che possa favorire una razionalizzazione delle attività presenti per renderle compatibili con le esigenze della collettività locale.
2. Area di interesseIl tratto costiero oggetto di questa attività è quello compreso nel compartimento marittimo di Gaeta, comprendendo le marinerie di Minturno, Formia, Gaeta, Sperlonga, Ponza e Ventotene. La fascia costiera presenta una varietà di ambienti, dai fondali sabbiosi, con significativa presenza di posidonia a fondali rocciosi e ambienti insulari.Proprio queste caratteristiche hanno determinato la forte vocazione turistica delle aree in questione con conseguente densa urbanizzazione, usata spesso solo stagionalmente, che determina una fascia costiera a terra edificata quasi senza soluzione di continuità. L’unica zona ancora a forte naturalità è l’arcipelago Pontino che è stato ed è tuttora protetto da normative regionali e nazionali, in quanto in parte inserito in un parco marino, che hanno fortemente limitato l’espansione edilizia nell’area.I porti pescherecci di Formia, Gaeta e Ponza sono importanti punti di sbarco, sia della pesca artigianale che di quella semi-industriale. Gli insediamenti industriali della zona sono spesso importanti, come nel caso di Gaeta, e possono avere un notevole impatto sull’ambiente marino antistante. 3. Obiettivi Obiettivo del progetto è quello di fornire le linee guida necessarie ad una corretta gestione della fascia costiera per una migliore e più razionale utilizzazione delle risorse in relazione alle principali destinazioni d’uso del territorio. Lo scenario auspicabile è quindi quello di uno sviluppo complessivo ed integrato della fascia costiera che veda la partecipazione di tutti gli attori locali nella definizione di proposte di intervento per la riqualificazione ambientale e il miglioramento delle attività produttive. Il raggiungimento di tale obiettivo comporterà il passaggio attraverso altri obiettivi specifici strettamente correlati ed integrati tra loro: · Tipicizzazione e caratterizzazione della pesca nell'area;· Individuazione di strategie di tutela e salvaguardia dell’ambientale marino costiero dai fenomeni inquinamento e impatto antropico;· Individuazione di correlazioni tra caratteristiche ambientali e aspetti qualitativi e quantitativi della fauna ittica e del pescato;· Analisi della filiera pesca nell'area in esame; · Valutazione e superamento delle condizioni di conflittualità tra le varie attività esercitate sulla fascia costiera;· Redazione di piani per la ridefinizione delle aree e per la gestione delle attività di pesca;· Individuazione di attività eco-compatibili alternative alla pesca e loro diffusione nel territorio;· Sviluppo delle attività di fotografia, gite subacquee, informazione sulle specie e valori nutrizionali delle specie ittiche. Per la realizzazione degli obiettivi preposti, il progetto prevede più fasi: A. FASE CONOSCITIVA in cui viene studiato l’ecotono terramare e le principali componenti che con esso interagiscono con particolare riferimento all’attività della pesca. B. FASE IDENTIFICATIVA E DESCRITTIVA durante la quale si procederà all’elaborazione dei dati raccolti, all’integrazione dei risultati ottenuti dalle varie indagini condotte e alla descrizione del quadro complessivo di quanto emerso. C. FASE PROPOSITIVA nella quale vengono elaborate delle proposte gestionali in relazione agli obiettivi prefissati Le fasi su descritte, per essere implementate dovranno necessariamente passare attraverso l’elaborazione dei seguenti punti: 1) Analisi del contesto territoriale mediante il rilevamento delle strutture antropiche e l’individuazione delle attività esercitate sulla fascia costiera.2) Caratterizzazione dell’ambiente naturale della fascia costiera emersa e delle acque litorali.3) Censimento delle marinerie presenti e della flotta peschereccia e delle principali attività di pesca esercitate.4) Valutazione delle risorse sfruttate dalla pesca artigianale in termini di rendimenti e identificazione degli stock più sfruttati.5) Studio delle interazioni tra pesca e specie protette.6) Programma informativo su pescaturismo e ittiturismo. |

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