| Una politica globale sul water front gaetano: unica via di uscita |
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| Scritto da Repubblicani Europei di Gaeta | |
Gaeta 21 gennaio 2008 - La protesta Offshore che si protrae ininterrota da tre giorni davanti al
Municipio pone alcune riflessioni.
La prima fa ritenere che Gaeta dovrebbe essere amministrata
permanentemente da un Commissario governativo e che sul demanio marittimo tornasse utile l'intera autorità della Capitaneria di Porto. Una assoluta novità della protesta cui assistiamo è che si schierano mezzi di proprietà aziendale, anziché leader sindacali e bandiere di organizzazioni dei lavoratori. Altra novità è l'uso di strumenti mediatici che portano incessanti sullo schermo le ragioni di lotta del rappresentante dell'azienda e dei suoi lavoratori. Insomma, una specie di fai da te della tutela del lavoro, con asssenza -deve dirsi-, di figure sindacali istituzionali presenti in loco. Forse i sindacati ufficiali dei lavoratori non ritengono giusto che "anche i ricchi piangano". Al di là della condizione del gruppetto di operai che sicuramente non trae mezzi sufficienti per comprare fuoristrada dal suo lavoro aziendale, sostano in bella mostra per una incondivisibile protesta mezzi meccanci e beni del valore di diversi milioni di euro. Poco lontano, i proprietari dell'azienda o loro familiari vigilano, con apparente estraneità, sull'andamento della protesta. Un polizziotto vigila sul tutto, le auto fiancheggiano autogru e motoscafo e passano indistrurbate, la piazza è occupata da tre giorni e notte da questo scenario e, per tale ragione, viene da pensare a chissà quali angherie siano stati sottoposti l'azienda ed i suoi operai. Bisogna riconoscere che come scenario di protesta è alquanto inusuale. A renderlo più colorito forse, mancano solo dei ragazzini indossanti magliette con la scritta "se potessi non voterei Raimondi", figli di quelle madri della Piaja che sono la contro parte dei dimostranti. Facciamo un breve richiamo della vicenda di cui si tratta. Una azienda gaetana produce motoscafi veloci di modeste dimensioni in un capannone all'interno. Ha ottenuto una concessione temporanea su demanio marittimo per alaggio e varo di imbarcazioni prodotte su area destinata a verde pubblico. La detta concessione, come tutte temporane e precarie sul demanio marittimo, reca in sé l'obbligo di sgombero al verificarsi del superiore interesse pubblico. In questo quadro d provvisorietà le cose procedono pacificamente e l'azienda sa di non poter stare per sempre lì. Iniziano i primi contatti tra l'amministrazione e tutti gli altri cantieri della zona di Calegna per distribuire le volumetrie sulla base della variante cantieristica del Commissario Frattasi. Chi sta nella zona cantieristica potrà presentare anche progetti di razionalizzazione degli impianti godendo dei contributi regionali. Da tutto ciò, la Offshore è esclusa, non avendo una regolare concessione a mare. Ed ecco allora che, non si sa bene se con la volontà dell'autorità portuale e dell'amministrazione comunale, un bel giorno spunta una variante al piano regolatore portuale che annulla quel verde pubblico sul quale la ditta usa provvisoriamente 800 metri quadrati e si prevede sull'area una concessione in ampliamento a favore della stessa azienda di circa 4 mila metri quadrati con possibilità di costruirvi un capannone per la produzione di barche. Immediatamente, sorge un comitato spontaneo di quartiere a La Piaja che si ribella e reclama il verde pubblico che il PRG cittadino gli ha destinato. Il comitato, quindi, ricorre al TAR per ottenere il riconoscimento del suo diritto, la ditta Offshore come contromossa occupa l'area contesa con barche e autogru fino a spostare e mantenere a tutt'oggi una imbarcazione su autocarro ed una enorme autogru davanti al Municipio di Gaeta. Dopo queste premesse, alcune considerazioni politiche sulla vicenda. 1)- Che amministrazione è mai questa che anziché far rispettare le norme urbanistiche e di legge vigenti protegge e spalleggia la pretesa immotivata della dittà di uno spazio a mare ad ogni costo e costringe i cittadini a difendere il proprio verde pubblico a sue spese ?. Si dice di voler proteggere l'occupazione, ma questo non lo si può fare con iniziative illegali e discutibili nelle sue motivazioni più profonde. Se qualche pensionato al minimo sociale parcheggia la sua auto per qualche minuto al di fuori degli stalli sotto il Comune, si becca una contravvenzione di 40 Euro. Se un povero diavolo come "Pataté" o il titolare della struttura turistica abusiva a Serapo "Palm Beach" osa fare una capanna di lamiera sotto la montagna a Serapo, questa viene demolità con tanto applauso di ambientalisti ed impiego di mezzi e forze pubbliche e ruspe. Anche "Patatè" e "Palm Beach" tenevano comunque occupati e davano nutrimento a diverse persone familiari e non impiegate nel settore del turismo. Quelli non hanno diritto ad un'altra zona idonea sulla quale esercitare la loro attività. Invece, la ditta Offshore non si tocca, è scritto sui cartelli di protesta che stazionano sotto il Comune, eppure sugli stessi non campeggia -come dovrebbe- una copia gigantesca di una valida concessione per l'occupazione di quel suolo demaniale marittimo. Trattandosi di carenza di concessione demaniale, perché il Comune e la Capitaneria di Porto non ordinano lo sgombero immediato di quanto illecitamente sosta in modo permanente sul suolo demaniale, provvedendo a relativa sanzione di legge ?. Chi sostiene l'illegalità contro la legalità, e perché lo fa?. Apprendiamo oggi dalla stampa che l'assessore al demanio ha dichiarato il suo sostegno e condivisione di quell'atto di "capitalismo da rapina", minacciando addirittura ritorsioni di carattere amministrativo contro l'autorità portuale e Consorzio industriale qualora non si dia all'azienda ciò che essa chiede: ossia uno spazio a mare ad ogni costo ed al disopra di ogni altro più rilevante interesse pubblico. Questo assessore della maggioranza -Segretario nazionale e cittadino del Partito del Sud- dovrebbe rispondere alla Magistratura per istigazione al reato di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo, altro che governare il demanio della nostra città. Oltre ché il suo "cerchiobottismo" politico (era lui e la sua compagine che insieme al candidato Raimondi dicevano al comizio accannto alla chiesa della Piaja di voler salvagurdare e riqualificare quel verde pubblico, nel maggio 2007 !!??), l'assessore dica invece che le leggi vanno rispettate, nell'attesa che loro, senza demagogia e qualunquismo di comodo, mettano mano a dare un giusto assetto globale al territorio marittimo gaetano, invertendo -come promesso- quella nefasta politica passata tesa a risolvere situazioni personali sotto spinte personali. Dando in tal modo risposte -in un quadro collettivo- anche ad Offshore. Dimostri di saper dare risposte legali, motivate e giuste a tutta la cittadinanza al cui interesse generale è rivolta l'azione amministrativa sua e dell'intera Giunta. |

Formia 29 novembre 2008 - L'Atletico Formia cade rovinosamente
in quel di Minturno dopo una prova incolore nella quale sono emersi
tutti i limiti della compagine biancazzurra.
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Formia 27 novembre 2008 - Prima vittoria per la I
Divisione della A.S.D. Sud Pontino di Formia. La squadra
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Gaeta 30 novembre 2008 - Si è giunti quasi alla mezzanotte per approvare l'assestamento di bilancio del Comune di Gaeta. Non è stata un'impresa facile, come avevamo facilmente pronosticato.
Gaeta 4 novembre 2008 - Un altro retroscena clamoroso all'interno del Comune di Gaeta, di cui vorrei
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Gaeta 1 novembre 2008 - In via delle Botteghe Oscure, a Roma, c’era lo storico quartier
generale del Pci. Era il luogo in cui si tessevano le trame più segrete
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utero fecondo sarebbe dovuto nascere il sol dell’avvenire.

Gaeta 15 settembre 2008 - «La scelta del candidato del PD alla presidenza della Provincia di Latina non può avvenire senza prendere in considerazione l'esperienza di Gaeta e la mia personale».
Non credo proprio che la causa del degrado della città di Gaeta, sia dovuta
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Gaeta 28 agosto 2008 - Non mi stancherò mai di ripeterlo!!!!!!!! Il nostro Comune è alla mercè delle
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Gaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte
dell'assessore al turismo Reale ed alla cultura Di Ciaccio,il quale và in netto
contrasto con l'operato della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego della
Guardia di Formia, comandata dal Capitano Lo Bello.
Gaeta 2 agosto 2008 - Il testimonial migliore dell’urgenza di cambiare: nessuno meglio dell’amerikano rappresenta una città incapace di andare avanti e di prendere decisioni, nessuno meglio di lui simboleggia l’arte di “tirare a campare”, una pratica in cui il compromesso e il temporeggiare prevalgono su ogni cosa, con il puro scopo di garantirsi la sopravvivenza, costi quel che costi.
Gaeta 27 luglio 2008 - Complimenti alle autorità inquirenti e di Polizia che hanno portato a termine
la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.