| Giovanni da Gaeta, un pittore notevole mai valorizzato a pieno |
|
| Scritto da Lino Sorabella | |
Gaeta 13 gennaio 2008 - A D MCCCCLXXII·MA·GIOANNES·DE·CAIETA ME PINXIT
(Anno del Signore 1472, il maestro Giovanni di Gaeta mi dipinse): questo è
quanto scolpito dietro una tavola dipinta a tempera, Cristo Benedicente,
esposta nel convento del Bambino Gesù di Sezze (l’iscrizione venne pubblicata
soltanto nel 1960).
L’iscrizione citata è l’unica firma rintracciabile di un artista, oggi sconosciuto ai più, che rappresenta un punto fermo nell’arte della seconda metà del Quattrocento nel centro Italia. Del nome di questo famoso pittore gaetano si perdono completamente le tracce: i primi studi scientifici si debbono a Federico Zeri che nel 1950 analizzò una serie d’immagini attribuibili alla mano di un anonimo pittore, definendolo da subito “maestro” e legandolo all’anno 1456, dall’iscrizione in un trittico per la chiesa di S. Lucia a Gaeta, Incoronazione della Vergine tra quattro Sante e, nelle cimase, Dio Padre, San Pietro e San Paolo. Lo Zeri legò a queste pitture anche una tavola raffigurante un S. Antonio Abate in trono (oggi irrintracciabile). Da quest’ultimo dipinto si poteva dedurre anche il nome dell’artista: l’iscrizione presente nel dipinto indicava il committente, la data di realizzazione (1 settembre 1467) e il pittore (Iohes Sagitanus pin = Giovanni Sagitano mi dipinse). Il 4 novembre 1956 veniva inaugurato a Gaeta il Museo Diocesano, esposizione di notevole livello per l’epoca: il catalogo curato dal Salerno chiarisce ogni dubbio sul nome del “maestro”. L’appellativo “Sagitano” (di oscura interpretazione secondo Ferdinando Bologna – 1955) venne risolto: un precedente restauro poco accorto aveva trasformato, in maniera incomprensibile, la parola “caietanus”. Lo stesso Zeri ammetterà il suo errore (1960) giustificandolo causato da un maldestro restauro.
Dalle figure dipinte riconosciamo in Giovanni i retaggi di una cultura tardogotica sapientemente abbinata con influssi artistici aragonesi, campani e marchigiano-romagnoli. Questi abbinamenti stilistici sono il risultato di una coabitazione, a Gaeta e soprattutto a Napoli, di manifestazioni artistiche indotte, tra l’altro, dalle dominazioni angioino-durazzesche ed aragonesi. L’uso di materiali costosi come la malachite, l’azzurrite e il litargirio rafforzano ulteriormente le qualità del pittore anche nell’ottica di una committenza di elevato livello economico.
Della notevole produzione artistica di Giovanni (sia in termini quantitativi che qualitativi) si possono datare con esattezza solo quattro pitture che sono il termine di paragone per una facile cronologia dell’intera attività pittorica: 1448, anno di realizzazione della Madonna del castello di Wawel in Polonia (opera conclusiva della parabola artistica giovanile di Giovanni); 1456, data del trittico già citato (capolavoro esemplare della maturità artistica); 1467, datazione della tavola con Sant’Antonio Abate, un tempo nella collezione Spiridion in Roma (manifestazione di una volontà a ritornare alle origini artistiche); 1472, anno del Cristo di Sezze (opera, segnata da uno scadimento qualitativo, che si pone a termine della produzione del magister caetanus).
Questa scansione temporale,
1448-1456-1467-1472, permette agli storici dell’arte di inquadrare l’intera
produzione attribuita a Giovanni. Alle opere giovanili fanno ascritti gli
affreschi della cappella Caracciolo del Sole di S. Giovanni a Carbonara.
Sebbene molto rovinati, lo Zeri li data tra il 1433 e il 1440, legandoli ad una
figuratività di derivazione gotica. La partecipazione ai lavori della cappella
Caracciolo, al fianco di pittori illustri del tempo, fece assimilare a Giovanni
influenze artistiche notevoli.
Agli inizi della carriera di
Giovanni si possono ascrivere gli affreschi Angelo annunziante e San
Giovanni Battista a Napoli, nella
cappella Caracciolo del Sole nella chiesa di San Giovanni a Carbonara. Le
pitture, databili agli anni 1433 – 1440, notevolmente rovinate, mostrano l’idea
di un gotico internazionale mediato dagli influssi di valorosi pittori attivi a
Napoli nello stesso periodo. Federico Zeri, sempre nel 1950, si dissocia da precedenti attribuzioni riguardo ad un San Giovanni Evangelista conservato in una collezione privata a Milano. La tavola, dipinta a tempera e inserita in una cornice goticheggiante, si inquadra sempre tra le opere giovanili del maestro gaetano. Ancora all’inizio della carriera, secondo Zeri (1960) va ascritto un trittico con l’Incoronazione della Vergine e, ai lati, SS. Benedetto e Giovanni Battista e San Giacomo maggiore e un santo vescovo. La collocazione ignota di tale opera non ci permette di aggiungere altro. Nel novembre 1448 Giovanni realizza la tavola, tempera all’uovo, Madonna della Misericordia (oggi in Polonia). Anche in questo caso sarà Federico Zeri a rettificare l’attribuzione errata, dell’opera che in un passato, non sappiamo quanto recente, è stata menomata della terminazione ogivale superiore. La tavola nel 1938 venne acquistata a Vienna, ma in precedenza era schedata dalla Soprintendenza di Sassari. Nel fermento commerciale della Gaeta nel Quattrocento si inseriscono le diverse opere per le chiese del centro tirrenico, in particolare, una pittura tra le più importanti è il polittico per la chiesa di S. Lucia del 1456: Incoronazione della Vergine, tra le SS. Agata e Lucia a sinistra e SS. Margherita e Caterina a destra, nelle cimase S. Pietro, Dio Padre, S. Paolo. L’opera mostra intensi caratteri di derivazione ispanica: l’impianto compositivo del pannello centrale, i fondi d’oro graffito a quadratini, le figure eleganti e allungate delle sante, la figuratività degli angeli.
![]()
La produzione artistica di Giovanni è ben più ampia di quella citata, basti
pensare che sono state censite dalla Prof. Maria Luisa Angiolillo altre pitture
in Gaeta, in Italia e all’estero, dobbiamo proprio a lei un primo “catalogo”
dell’intera opera del “magister caetanus” che rende gloria ad uno straordinario
personaggio originario della cittadina tirrenica.
|


Formia 29 novembre 2008 - L'Atletico Formia cade rovinosamente
in quel di Minturno dopo una prova incolore nella quale sono emersi
tutti i limiti della compagine biancazzurra.
Gaeta 28 novembre 2008 -
Formia 27 novembre 2008 - Prima vittoria per la I
Divisione della A.S.D. Sud Pontino di Formia. La squadra
capitanata da Sabrina Yousfi ha vinto contro l'Aprilia Volley per 3
set a 0, dimostrando un notevole miglioramento rispetto agli scorsi
match.






Gaeta 30 novembre 2008 - Si è giunti quasi alla mezzanotte per approvare l'assestamento di bilancio del Comune di Gaeta. Non è stata un'impresa facile, come avevamo facilmente pronosticato.
Gaeta 4 novembre 2008 - Un altro retroscena clamoroso all'interno del Comune di Gaeta, di cui vorrei
informarvi, che riguarda esattamente i motivi della discontinuità della
maggioranza consiliare dell'AC Raimondi.
Gaeta 1 novembre 2008 - In via delle Botteghe Oscure, a Roma, c’era lo storico quartier
generale del Pci. Era il luogo in cui si tessevano le trame più segrete
fra i dirigenti e gli emissari della grande Unione Sovietica, dal cui
utero fecondo sarebbe dovuto nascere il sol dell’avvenire.

Gaeta 15 settembre 2008 - «La scelta del candidato del PD alla presidenza della Provincia di Latina non può avvenire senza prendere in considerazione l'esperienza di Gaeta e la mia personale».
Non credo proprio che la causa del degrado della città di Gaeta, sia dovuta
dalla gestione dell'attuale giunta Comunale. Ma perchè nella passata
legislazione cosa è stato fatto di diverso o di meglio?
Gaeta 28 agosto 2008 - Non mi stancherò mai di ripeterlo!!!!!!!! Il nostro Comune è alla mercè delle
solite famiglie, che con le loro attività commerciali,nate anche con l'ausilio
dei soldi (nostri) della famosa CASSA DEL MEZZOGIORNO, hanno monopolizzato
tutta la cittadina.
Gaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte
dell'assessore al turismo Reale ed alla cultura Di Ciaccio,il quale và in netto
contrasto con l'operato della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego della
Guardia di Formia, comandata dal Capitano Lo Bello.
Gaeta 2 agosto 2008 - Il testimonial migliore dell’urgenza di cambiare: nessuno meglio dell’amerikano rappresenta una città incapace di andare avanti e di prendere decisioni, nessuno meglio di lui simboleggia l’arte di “tirare a campare”, una pratica in cui il compromesso e il temporeggiare prevalgono su ogni cosa, con il puro scopo di garantirsi la sopravvivenza, costi quel che costi.
Gaeta 27 luglio 2008 - Complimenti alle autorità inquirenti e di Polizia che hanno portato a termine
la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.