Le news da Sportgaetano.it
|
|
Ultime dallo sport | L'Atletico Formia incontra la Virtus Fondi
Formia 21 novembre 2008 - Dopo una serie di scontri diretti il
calendario della serie C/2 di calcio a 5 propone all'Atletico
Formia una sfida apparentemente agevole visto che l'avversario di
turno sarà la Virtus Fondi;..
|
| | | Una festa tutta formiana
Formia 17 novembre 2008 - L'A.S.D. SUD PONTINO
PALLAVOLO inizia anche la stagione 2008-09 all'insegna dello
spettacolo e di una grande pallavolo giovanile. Dopo un mese e mezzo
di intenso lavoro arrivano i primi festeggiamenti in casa formiana.
|
| | ATL. FERENTINO – ATL. FORMIA: 1 - 2
Formia 15 novembre 2008 - Con una prova da grande squadra
l'Atletico Formia si aggiudica lo scontro diretto con il Ferentino
riconquistando la vetta della classifica seppur in coabitazione con
lo Zagarolo.
|
| | L'Atletico Formia la capolista Ferentino
Formia 14 novembre 2008 - Il girone D del campionato di calcio a
5 di serie C/2 vive una giornata particolare con le sfide incrociate
tra le formazioni che abitano la parte alta della classifica.
|
| | ATLETICO FORMIA – CITTA’ DI COLLEFERRO: 5 – 2
Formia 8 novembre 2008 - Un Atletico Formia cinico e spietato
supera il Città di Colleferro, riprende a correre nella parte alta
della classifica, riscatta la sconfitta contro il Paliano e si
prepara nel miglior dei modi alla gara di sabato prossimo in casa
della capolista Ferentino.
|
| | ALLA “CORRIGAETA” IN GARA PER IL TITOLO REGIONALE UISP
Gaeta 5 novmbre 2008 - Sfide, emozioni, fatica,
passione! il grande podismo torna a percorrere le strade del golfo di Gaeta. Domenica prossima si riaccendono infatti i
riflettori sulla "CorriGaeta", la classica
d' autunno,...
|
| | Gaeta, Non è solo questione di fortuna
Gaeta 2 novembre 2008 - Per alcuni minuti il Gaeta è stato primo in classifica a 18 punti insieme al
Tavolara. Poi una leggerezza del suo portiere Russo, a 5' dal termine, permette
al Budoni di pareggiare e quindi sfuma il bel sogno del primato.
|
|
|
JSN ImageShow - Joomla 1.5 extension (component, module) by JoomlaShine.com
|
|
|
Home Cultura Percorso storico-giuridico sui Beni Demaniali |
|
Percorso storico-giuridico sui Beni Demaniali |
|
|
Scritto da Giovanni Fantasia
|
Gaeta 17 ottobre 2007 - L’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore al Demanio Antonio Ciano, ha elaborato il documento, riportato in seguito, che ripercorre storicamente e in modo sintetico le vicende legate all’acquisizione dei beni della città da parte dello Stato italiano dopo la conquista di Gaeta a seguito dell’assedio di novembre 1860 – febbraio 1861.
Il percorso storico-giuridico è stato preparato allo scopo di mettere in evidenza le realtà postunitarie verso una cittadina che nei secoli precedenti, e nello stesso Ottocento, aveva svolto il ruolo di piazzaforte e di seconda capitale del regno di Napoli. Durante i secoli preunitari il ruolo militare di Gaeta era in prevalenza militare, che comportò, in particolar modo dall’età spagnola (1504 – 1707), una diminuzione dell’economia nel campo dei movimenti marittimi e della coltura della vite e dell’olivo. L’accentuata militarizzazione della piazzaforte si riflesse negli anni postunitari anche in parte dell’area dell’antico suo borgo. Il presente documento verrà trasmesso anche all’Agenzia regionale del Demanio. Rileggere la storia di un territorio del nostro Paese, anche se di ridotte estensioni, è sempre interessante perché permette agli appassionati delle vicende storiche di scoprire e di individuare tante nuove realtà e tante strane vicende che spesso risultano ignote.Nel caso specifico intendiamo riferirci al territorio del comune di Gaeta, la cui estensione di appena 28 kmq risale al 1819, quando fu istituito il comune di Mola e Castellone. Da quella data il territorio di Gaeta, che giungeva all’incirca fino a Santa Croce, una zona attualmente ricadente nel comune di Formia, fu improvvisamente ed arbitrariamente chiuso nello spazio che ancor oggi occupa. Si è fatta questa considerazione non per deplorare quanto affermato ma per ricordare la dimensione territoriale che Gaeta ebbe a partire, almeno, dal decimo secolo. Non si può, d’altra parte, affermare che il territorio di Gaeta sul versante orientale sia stata una conquista militare, ma scaturiva dall’incontro di due aree urbane di cui una era pacificamente confluita nel ruolo strategico e naturale di Gaeta che, attraverso i suoi reggitori, eserciterà potenza e sicurezza per le popolazioni spostatesi, per salvarsi, sull’estrema punta del promontorio di fronte al continuo succedersi di invasioni (Longobardi, Saraceni, ecc.). Le fasi storiche successive alla vicenda del ducato di Gaeta, istituzione di origine bizantina strettamente collegata con Napoli e poi autonoma, assegnano alla cittadina tirrenica un ruolo commerciale di terra e di mare, un ruolo di difesa che continuerà nei secoli successivi. Le stesse mura ducali e le diverse dinastie che si susseguirono sul regno di Napoli assegnano gradatamente a Gaeta una nuova dimensione. Il centro urbano rafforza il suo ruolo strategico occupando l’estremo settore nordoccidentale del regno e divenendo l’avamposto ai confini dello Stato della Chiesa. Sulla costa Gaeta è la porta per la conquista del Sud, come altri centri avranno lo stesso ruolo nelle aree interne e sul versante adriatico.Sintetizzate così le vicende storiche dai risvolti più tragici, si configurerà per Gaeta un lunghissimo periodo collegato alla dinastia dei Borboni (1734-1861). In questo periodo l’attenzione dei regnanti di Napoli è indirizzata verso strutture militari e trasformazioni urbane, civili e religiose e al rimboschimento di Monte Orlando, la collina che domina l’estrema parte peninsulare. Gli interventi più recenti ed incisivi si legano al periodo di Ferdinando II, che era ben consapevole degli ultimi assedi subiti dalla seconda capitale del regno. Lo stesso re dal 1835 non mancherà di soggiornarvi, favorito da una minore densità urbana, amante della natura, del clima mite e degli incantevoli paesaggi che disegnavano le prospettive dell’orizzonte. Così Gaeta ebbe notevoli opere che, ancor oggi, corredano l’area urbana nelle antiche mura di origine spagnola (1506-1538). Quanto detto è confermato da complessi abitativi, da chiese restaurate, da parchi o ville comunali predisposti sempre dal sovrano. Questi interventi, certamente, hanno visto un’ingente somma trasferita dal bilancio governativo come dal patrimonio privato dello stesso re. Nella realtà, al tramonto della dinastia, Gaeta, entrando a far parte dell’Italia unita, ha presentato al governo piemontese un patrimonio unico che apparteneva ai cittadini e alle vicende storiche del suo passato anche recentissimo.Nel momento in cui lo Stato unitario conquistava questo spazio, se ne impossessava imponendo ceppi e limiti, che ancor oggi persistono, senza che avesse concorso, contemporaneamente, ad un recupero della struttura urbana e del suo Borgo, gravemente sconvolti dalle artiglierie piemontesi tra il 12 novembre 1860 ed il 13 febbraio 1861. La prova di questa prima e grave omissione è data dal rifiuto di concorrere ad aiutare la cittadina, negandole i danni di guerra. Mentre si compiva questa opera deleteria dall’altra parte s’iniziava una sistematica e silenziosa conquista di buona parte del territorio gaetano senza offrire ai suoi abitanti alcuna possibilità operativa. L’emigrazione dall’Italia meridionale appartiene anche, e purtroppo, a Gaeta! Ma la realtà più negativa, a parte le imposizioni fiscali, è che l’introduzione delle servitù militari ha dato un segno profondamente negativo dello Stato unitario, quasi a voler emarginare, annichilire, conquistare un territorio che aveva rappresentato l’ultimo lembo borbonico. Non vogliamo certo condannare questa realtà storica ma è incontrovertibile che una popolazione, piccola o grande che sia, non può subire una persecuzione per colpe che non ha mai avuto, considerando appena che la conquista da parte dei Savoia poteva avvenire anche da parte dei Borboni.Ritornando agli anni successivi al 1861 si può notare che la fortezza subì immediatamente uno smantellamento delle sue armi perché considerate obsolete. Nel 1863 venne istituito, nell’ex complesso monastico benedettino di San Michele Arcangelo in Planciano, il primo carcere militare dello Stato italiano; il secondo seguirà nel 1915 nel castello inferiore o Angioino. Da quelle date Gaeta sarà contrassegnata in senso profondamente negativo quale luogo lugubre d’espiazione, generando terrore e dolore in quanti erano obbligati alla leva. Ma lo Stato unitario non si è fermato a questa vicenda; ha iniziato, come si è detto, all’acquisizione di tutto ciò che rientrava nei beni militari, e non solo militari, dello Stato borbonico, arrivando finanche alla volgarizzazione di alcuni complessi religiosi restaurati nel periodo di Ferdinando II, favorendo così la dispersione di opere d’arte: il monastero dei Cappuccini, la chiesa di San Michele Arcangelo in Planciano, ecc. Palazzi di via Annunziata, complessi monastici in parte coinvolti nelle soppressioni francesi del 1809, strutture militari, infinite superfici sono rientrate nel patrimonio demaniale del Ministero della Guerra; altre nei beni del Ministero della Guerra, ramo marina. Le acquisizioni sono andate ben oltre i limiti della piazzaforte, coinvolgendo così tutto l’istmo di Montesecco tra le falde di monte Orlando ed il versante meridionale del colle Atratino (la piazza d’armi). Il caso più eclatante è rappresentato, in questa travolgente e silenziosa conquista, dall’acquisizione ai beni del presidio militare di Gaeta, della villa che all’inizio degli anni Cinquanta dell’800 Ferdinando II aveva fatto predisporre dal suo architetto preferito, Giacomo Guarinelli, e assegnata alla città. Pochi anni dopo, rientrata nei beni militari, ne è ancor oggi possesso sine limite. Non riusciamo a giustificare una così particolare acquisizione, non sostenuta da alcuna legge generale in proposito, se non leggendola come conquista punitiva di un precedente periodo storico. Se gli amministratori di Gaeta di quel tempo, e anche i successivi, non hanno esercitato un’azione di recupero di quanto successo si spiega, soltanto, nella fede istituzionale in cui credevano e speravano che ben altri vantaggi potessero scaturire per Gaeta come compensazione del danno subito.Finalmente, si ebbe una legge ancora punitiva per la città perché la Gazzetta Ufficiale del Regno (30 ottobre 1890, n. 255) determinava il numero e l’ampiezza delle zone di servitù militari da applicarsi alle proprietà fondiarie adiacenti alle opere di fortificazione e magazzini da polvere della piazza di Gaeta. Da quella data furono istituite tre zone militari che bloccarono il ricordato spazio al di fuori della piazzaforte fino al 7 luglio del 1910, quando il decreto n. 266 aboliva la terza zona militare, cioè quella più lontana dalle mura. Un successivo decreto del 28 luglio 1921, n. 1172, aboliva la prima e la seconda zona delle servitù militari. Fin da allora si ritenne, in errore, che l’eliminazione delle limitazioni imposte potesse comportare contemporaneamente il ritorno delle aree nel patrimonio dei beni comunali anche se non dei privati. Fu un’amara considerazione perché nel febbraio 1911 due ettari furono per legge venduti alla società che diede luogo alla costruzione della vetreria! Questo esempio è la prova evidente che lo Stato si impossessava di beni territoriali del nostro comune, ne toglieva le servitù militari ma ne conservava la proprietà. A distanza di circa un secolo dal primo decreto del 1910 i positivi passi avanti non sono stati molti, tanto che di fronte a un’espansione urbana che ha ormai coperto letteralmente l’istmo, persistono servitù demaniali in diversi tratti: l’area antistante l’hotel Serapo, il viale dei Platani di fronte al comune, ecc. In piazza Trieste e Trento gli edifici scolastici (media e liceo) fino a pochi anni fa ancora rientravano nei beni demaniali, sebbene fossero stati costruiti a partire dal 1961.La presenza militare a Gaeta nell’impossessarsi di molteplici edifici, come in precedenza si è accennato, è rimasta presente fino all’inizio degli anni Novanta dello scorso secolo. Da quella data i complessi di cui era possessore sono andati gradatamente deteriorandosi per la mancanza di qualsiasi minima conservazione e determinando nel contesto dell’area urbana del quartiere Sant’Erasmo potenziali pericoli di danni: basterà ricordare l’esempio macroscopico della caserma Cialdini e dell’antistante piazzale. Tra i tanti beni che presentano gravissimi problemi statici annoveriamo l’ex monastero di San Domenico, soppresso dai Francesi nel 1809 e nel tempo divenuto la caserma Vittorio Emanuele III. In non buone condizioni di conservazione resta il complesso di Sant’Angelo in Planciano, che ancor oggi presenta l’omonima chiesa che custodisce due sculture degli ultimi anni dell’età borbonica, mentre si conserva una notevole parte dell’antico monastero benedittino e il campaniletto trecentesco della chiesa ora ricordata. Nelle soppressioni borboniche, francesi ed unitarie si determinarono gravi danni alla conservazione del patrimonio librario, archivistico ed artistico perché si ebbero dispersioni di manoscritti, codici, opere a stampa ed arredi liturgici. Gaeta almeno dalla fine del quindicesimo secolo è stata vittima di continue oppressioni che hanno impoverito il patrimonio dei beni ecclesiastici, civili e privati: l’estremo limite è avvenuto dopo l’8 settembre 1943 con l’occupazione tedesca e l’esodo della sua popolazione.
L’elenco dei beni demaniali (compresi quelli ancora del demanio militare) è lungo più di quanto si possa immaginare e comprende anche monumenti dalla valenza storica eccezionale. Nel chiudere queste brevi considerazioni ricordiamo le porte di Carlo V e Carlo III. Se la prima può giustificarsi relativamente avendo alle spalle la stazione di pompaggio per il carburante delle navi, dell’altra non si comprende ancora il possesso considerando che da decenni non svolge più alcuna funzione diversa dall’essere in brutale abbandono.
|
|
|
Pensieri Impuri | Provinciali o Europee, Raimondi c'è!
Gaeta 19 novembre 2008 - L'occasione gliela offre Gianfranco Conte che l'altro giorno ha riunito le sue "truppe" a Priverno per lanciare, ancora una volta, la sua sfida alla leadership provinciale di Forza Italia-PDL.
|
| | Clamoroso: la Giunta Raimondi sta per cadere
Gaeta 4 novembre 2008 - Un altro retroscena clamoroso all'interno del Comune di Gaeta, di cui vorrei
informarvi, che riguarda esattamente i motivi della discontinuità della
maggioranza consiliare dell'AC Raimondi.
|
| | Botteghe Oscure
Gaeta 1 novembre 2008 - In via delle Botteghe Oscure, a Roma, c’era lo storico quartier
generale del Pci. Era il luogo in cui si tessevano le trame più segrete
fra i dirigenti e gli emissari della grande Unione Sovietica, dal cui
utero fecondo sarebbe dovuto nascere il sol dell’avvenire.
|
| | Giuditta e Oloferne - La testa dell'assessore
Le
pressanti richieste di visibilità politica (e di un assessorato) del PD
mi fanno tornare in mente questo famosissimo quadro perché, se è vero
che l'amerikano dovrà accontentare il PD è altrettanto vero che dovrà
sacrificare almeno una delle nobili teste dei suoi cavalieri.
|
| | IMPRESSIONI DI SETTEMBRE
Gaeta 15 settembre 2008 - «La scelta del candidato del PD alla presidenza della Provincia di Latina non può avvenire senza prendere in considerazione l'esperienza di Gaeta e la mia personale».
|
| | Degrado della città di Gaeta 2
 Non credo proprio che la causa del degrado della città di Gaeta, sia dovuta
dalla gestione dell'attuale giunta Comunale. Ma perchè nella passata
legislazione cosa è stato fatto di diverso o di meglio?
|
| | Gaeta off-limits, no Fontania
Gaeta 28 agosto 2008 - Non mi stancherò mai di ripeterlo!!!!!!!! Il nostro Comune è alla mercè delle
solite famiglie, che con le loro attività commerciali,nate anche con l'ausilio
dei soldi (nostri) della famosa CASSA DEL MEZZOGIORNO, hanno monopolizzato
tutta la cittadina.
|
| | La lunga estate calda
Gaeta 21 agosto 2008 - Un'altra estate sta passando e, come al solito, montano le polemiche
sui molti mali che affliggono Gaeta.
|
| | Il turismo gaetano
Gaeta 18 agosto 2008 - Mi riferisco all'argomento riguardante l'afflusso turistico a Gaeta da parte
dell'assessore al turismo Reale ed alla cultura Di Ciaccio,il quale và in netto
contrasto con l'operato della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego della
Guardia di Formia, comandata dal Capitano Lo Bello.
|
| | Tirare a campare
Gaeta 2 agosto 2008 - Il testimonial migliore dell’urgenza di cambiare: nessuno meglio dell’amerikano rappresenta una città incapace di andare avanti e di prendere decisioni, nessuno meglio di lui simboleggia l’arte di “tirare a campare”, una pratica in cui il compromesso e il temporeggiare prevalgono su ogni cosa, con il puro scopo di garantirsi la sopravvivenza, costi quel che costi.
|
| | Il paese dei balocchi?
Gaeta 27 luglio 2008 - Complimenti alle autorità inquirenti e di Polizia che hanno portato a termine
la loro attività di indagine, con l'arresto di un capo clan della camorra.
|
| | Yes, the end
L’arresto del presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco e di altri dirigenti politici nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti nella sanità ha scompaginato le file del Partito Democratico di quella regione (e non solo…). diventa "Yes, the end".
|
|
|